Calenda a Fassina: “Quali sarebbero i miei interessi?”. La replica: “Tu pensi alle imprese, io ai lavoratori”

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La campagna elettorale per il sindaco di Roma è ormai entrata nel vivo anche sui social, dove i diretti interessati non mancano di discutere e scambiarsi anche frecciatine. 

L’ultimo “scontro” su Twitter è quello che vede protagonisti Stefano Fassina e Carlo Calenda, che già in passato avevano mostrato pubblicamente di non avere affatto le stesse vedute, specialmente sul piano economico. D’altronde, il deputato di Liberi e Uguali è senza dubbio un progressista, mentre il leader di Azione, candidato a sindaco della Capitale, ha un approccio decisamente più orientato verso la finanza e le imprese.

Ed è proprio su questo terreno che si è sviluppata la discussione sul noto social dei “cinguettii”.

Fassina, intervenuto durante la trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, ha chiarito la sua posizione in merito alla candidatura del numero uno di Azione: “Per quanto mi riguarda Calenda può far parte legittimamente della coalizione, ma per le posizioni che ha e gli interessi economico-sociali a cui fa riferimento non può essere il punto di sintesi di un’alleanza progressista per Roma”.

“Io guardo ai lavoratori, tu alle imprese”. La replica: “Città più complessa di ciò che dici”

Parole che hanno scatenato la reazione di Calenda su Twitter: “Tutto bene, opinioni legittime, tranne “gli interessi economici a cui fa riferimento”. Quali sarebbero? Perché o lo spieghi o ti scusi”, ha postato il leader di Azione, taggando Fassina. Che ha subito replicato.

Caro @CarloCalenda non è un insulto: ciascuno di noi ha interessi di riferimento – scrive Fassina – I miei sono lavoratori, subordinati e autonomi spiaggiati, periferie sociali. Dalle posizioni che hai, i tuoi riferimenti, ovviamente legittimi, li vedo verso la proprietà delle medio grandi imprese”. 

Immediata la controreplica del candidato sindaco: “Vedi il mondo diviso in compartimenti. Impresa 4.0 ha aiutato investimenti e posti di lavoro. La prima battaglia di Azione è stata a favore della sanità pubblica, a seguire quella su istruzione e tempo pieno. La realtà, anche di una città, è più complessa delle tue categorie”. Sarà finita qui?

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