Coronavirus, vaccino Pfizer non per tutti: “Donne incinta non vaccinate, rischi sconosciuti”

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Niente vaccino per le donne incinta

La commissione deputata al controllo della sicurezza del vaccino Pfizer ha annunciato che per il momento non è sicuro per le donne incinta.

Da qualche settimana siamo a conoscenza del fatto che il vaccino Pfizer è risultato sicuro in tutte le fasi di test e che è stata richiesta dall’azienda farmaceutica l’autorizzazione di somministrazione d’emergenza sia negli USA che in Europa. Questa mattina è stato annunciato dal governo britannico che nel Regno Unito è stato dato il via libera per la distribuzione e la somministrazione delle dosi. Si tratta del primo Paese al mondo ad aver concesso l’autorizzazione, dunque il primo in cui verranno vaccinati i cittadini (escludendo Russia e Cina, che già hanno effettuato le prime vaccinazioni ma con vaccini sviluppati all’interno dei propri confini).

L’ottima notizia, però, non comprende una parte della popolazione, visto che l’organo deputato a stabilire la sicurezza del vaccino Pfizer, la JCVI, ha dichiarato che la somministrazione al momento non riguarderà le donne incinta. Nel comunicato alla stampo l’organo sanitario competente ha rivelato: “Non ci sono risultati che attestino la sicurezza del vaccino Covid-19 sulla gravidanza, né sugli umani né sugli animali. La mancanza di evidenze scientifiche porta la JCVI a richiedere prudenza e non somministrare per il momento il vaccino Covid-19 durante la gravidanza“.

Coronavirus, a chi verrà somministrato il vaccino in un primo momento

Il divieto non comprende le neo mamme in fase di allattamento, in quei casi infatti il vaccino potrà essere somministrato. Dunque l’unica categoria di persone per cui il vaccino al momento non è utilizzabile sono le donne incinta. In questi casi è consigliato infatti attendere il parto e vaccinare poco dopo la nascita del bambino. Si tratta di una richiesta legata alla prudenza, visto che non ci sono studi che assicurino che sia sicuro per la madre e per il nascituro.

Per quanto riguarda la prima somministrazione dei vaccini Pfizer, la Gran Bretagna ha stilato una lista di priorità molto simile a quella condivisa dal nostro governo: pazienti e personale medico delle case di cura; ultra 80enni e personale medico sanitario di tutto il territorio; gli ultra 70enni; 70enni e persone affette da malattie croniche ed estremamente vulnerabili; chi ha raggiunto i 65 anni.

 

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