Violano il coprifuoco per uccidere tre persone: la assurda confessione ai carabinieri

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Violano il coprifuoco per uccidere tre persone: la assurda confessione ai carabinieri

Una frase che ha del paradossale: “Scusate, stiamo violando il coprifuoco perché dobbiamo uccidere tre persone”. E’ quanto accaduto in seguito ad un fermo da parte di una pattuglia mobile di Imola, nei confronti di tre persone a bordo di una panda, che si trovavano di fronte un condominio fuori dal proprio comune di residenza, oltre l’orario consentito dalle attuali restrizioni imposte dal governo a seguito del DPCM in atto. Repubblica Bologna racconta quanto successo.

Tutto comincia nella notte di lunedì, quando la pattuglia della compagnia mobile di Imola comandata dal capitano Andre Oxlia, individua una panda rossa con il motore acceso e con a bordo tre persone.

Tragedia sfiorata: i carabinieri di Imola fermano il diabolico piano di tre insospettabili soggetti

La situazione poco chiara alla forze dell’ordine porta i carabinieri ad avvicinarsi alla macchina, chiedendo spiegazione ai tre conducenti, un 25enne di Casalecchio di Reno, un 37enne di Pianoro e un 45enne di Bologna. Inizialmente, i tre si giustificano dicendo di essere rimasti a chiacchierare dopo il turno di lavoro. Sin da subito, le forze dell’ordine chiedono un contatto con la rispettiva azienda lavorativa, al fine di verificare la versione data. Qui nascono le prime divergenze.

Dopo aver chiamato rinforzi ed effettuato un controllo di perquisizione, le forze dell’ordine trovano nell’auto un borsone contenente: un coltello da macellaio, tre passamontagna, un paio di manette, un bastone, forbici, lacci emostatici e guanti. Attrezzi sicuramente poco usuali. I tre vengono immediatamente portati in caserma ed interrogati separatamente. Messi alla strette, alla fine confessano il diabolico piano che erano disposti a mettere in atto.

Il gruppo voleva infatti convincere l’ex ragazza 23enne, che aveva lasciato nel gennaio scorso il 45enne, a tornare con lui e a trasferirsi da Imola a Bologna. Il piano era quello di narcotizzare la ragazza, uccidere i genitori con la quale la ragazza abitava e concludere l’opera andando alla ricerca dell’attuale fidanzato della giovane per uccidere anche lui.

A confermare l’ipotesi delle loro intenzioni, come spiega il Corriere Bologna, chat e messaggi rinvenuti nei telefoni cellulari, all’interno dei quali erano presenti indizi del loro spietato piano. I tre complici, il 45enne incensurato e impiegato di Bologna,  il 37enne e il 25enne, uno disoccupato e uno operaio, sono finiti in manette, arrestati  dai carabinieri del Norm di Imola e portati in carcere su disposizione del Pm Michele Martorelli, ad eccezione del 37enne rimasto ai domiciliari con l’accusa di atti persecutori.

Una tragedia sfiorata dunque, grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e della banda dei tre che si è dimostrata fortunatamente, poco sveglia e poco furba.

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