Recovery Fund, avanza il “Piano B” senza Polonia e Ungheria. Ma il Governo è una polveriera: rinviato CdM

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Tira aria pesante nel Governo, proprio mentre sembrava finalmente esserci uno spiraglio per un accordo sul Recovery Fund anche senza Ungheria e Polonia. 

Il quotidiano “La Repubblica” aveva infatti riportato le parole pronunciare dal presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, che aveva lasciato intravedere un “piano B” a 25 Paesi, proposto da Ursula Von der Leyen per rispondere all’isolamento di Polonia e Ungheria. Una soluzione “sul tavolo”, come sottolineato da Weber.

Tuttavia, proprio su questo argomento le tensioni nella maggioranza sembrano ormai arrivate ad un livello molto alto. Questo pomeriggio era stato convocato un Consiglio dei Ministri per discutere sul Recovery Fund, ma la notizia dell’ultim’ora è che il CdM è definitivamente saltato.

Renzi: “Se le cose restano così votiamo contro”

Il Consiglio dei Ministri doveva tenersi oggi dopo il rinvio di ieri, sopraggiunto in seguito alla positività al Covid-19 del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Ma il CdM non si terrà nemmeno questo pomeriggio, quasi certamente a causa delle forti frizioni tra i partiti che sostengono il governo giallorosso.

Sul piede di guerra è soprattutto Italia Viva, che non vuole assolutamente che il presidente del Consiglio ottenga “pieni poteri” sulla questione Recovery Fund. “Se le cose rimangono come sono, noi voteremo contro”, ha fatto sapere il leader di IV, Matteo Renzi.

La forza politica nata proprio in seguito alla fuoriuscita dell’ex segretario dal PD non ha firmato la risoluzione di maggioranza sul Mes in Senato. Renzi ha ribadito che i soldi del Mes devono essere impiegati sulla Sanità se l’Esecutivo intende avere l’appoggio di Italia Viva. Si profila uno scontro serrato, che fa traballare il governo Conte.

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