Strage di Oche indiane: 1.800 esemplari trovati morti, si teme un’epidemia di aviaria

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Dopo il ritrovamento di 1.800 volatili, molti dei quali erano oche indiane, in India si teme una diffusione di influenza aviaria.

Il rischio di diffusione di influenza aviaria in India si presenta ogni anno nel periodo migratorio. Questi mesi sono quelli in cui stormi di volatili di spostano per il territorio e rischiano di contagiare le specie autoctone con virus di varia natura. Il virus maggiormente diffuso in questo periodo, quello maggiormente letale, è quello che viene scientificamente chiamato H5N1, comunemente conosciuto come influenza aviaria.

La fine del 2020 è coincisa in India con un’improvvisa e preoccupante moria di volatili nei pressi del lago di Pong Dam, riserva naturale in cui ogni anno confluiscono diverse specie di uccelli. Proprio in quella zona, infatti, gli operatori hanno trovato 1.800 esemplari di uccelli migratori deceduti, molti dei quali erano delle Oche indiane. Il timore principale ha riguardato la possibilità che la causa del decesso fosse proprio l’influenza aviaria.

Strage di Oche indiane a causa dell’aviaria: quali sono i rischi per gli esseri umani

I timori degli esperti sono stati in parte confermati dai test di laboratorio effettuati su cinque esemplari deceduti. A dichiararlo è stata Archama Sharma, direttore capo del dipartimento dedito alla conservazione delle specie selvagge: “Le analisi effettuate all’Istituto di Ricerca Veterinaria indiana a Bareilly ha individuato tracce di influenza aviaria nei campioni di cinque uccelli deceduti, secondo quanto ci è stato riferito dal centro informazioni. Stiamo attendendo la conferma dal NIHSAD, si tratta del corpo nodale per individuare questa malattia”.

La conferma di una diffusione di simili proporzioni sarebbe preoccupante per lo stato di salute delle specie animali della zona. Il virus, infatti, risulta letale per il 60% degli animali che lo contraggono. Per quanto riguarda invece il salto di specie, si tratta di un evento accaduto raramente. Per contrarre il virus, infatti, l’essere umano deve stare a stretto contatto con gli esemplari infetti o vivere in un ambiente altamente contaminato. Inoltre, anche in caso di contagio umano, la trasmissione ad un altro essere umano è un evento inusuale.

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