L’appello di Shalpy: “Non ho più un euro, aiutatemi”. Per il cantante in Italia “l’arte non è calcolata”

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giovanni scialpi shalpy

Giovanni Scialpi, in arte Shalpy, si troverebbe in condizioni economiche molto precarie.

Lo rivela lui stesso in un’intervista rilasciata al periodico di musica e cultura Rolling Stone, spiegando di trovarsi in una situazione di “estrema indigenza”. Shalpy, che ha 58 anni, ha avuto una certa popolarità negli anni ’80, specialmente tra i più giovani. Nel 1988 trionfò al Festivalbar con la canzone Pregherei cantata in coppia con l’artista britannica Scarlett.

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Anche per Giovanni Scialpi la pandemia di Covid-19 si è rivelata una tremenda mazzata dal punto di vista lavorativo ed economico, “come per il 90% della gente che fa questo mestiere”.

Shalpy sottolinea come le decisioni governative abbiano di fatto massacrato il mondo dell’arte. “Faccio parte di una fetta di persone che non è calcolata né dallo Stato, né dall’immaginario collettivo – chiarisce il cantante di Parma – Si ha l’idea che l’artista campi d’aria”.

“Sarei disposto a fare qualsiasi cosa, anche il cameriere”

Secondo l’artista, l’Italia non è capace di esaltare chi ha valore. Il 58enne, che è ricordato soprattutto per pezzi come Rocking Rolling (1983), rivela di essere pronto ad accettare qualsiasi mestiere gli venisse proposto.

“Sarei anche disposto a fare il cameriere o qualsiasi altra cosa mi venisse proposta”, afferma il cantante, che racconta di aver ricevuto anche molti messaggi offensivi e prese in giro.

“Potrei vantarmi e dire che la mia canzone è andata in Grecia, a Glasgow e a Berlino, ma devo anche mangiare”, aggiunge la pop-star, che lancia quindi un appello per cercare di reggere l’urto della pandemia e di superare questo periodo dove spettacoli e serate dal vivo sono di fatto vietati.

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