“Mi devo buttare di sotto per rinascere”: a Roma nuovo gesto autolesionista collegato ai social

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“Se sono degna di vivere non mi butto, altrimenti per rinascere devo farlo. Me lo ha detto l’ apostolo di Dio”. Queste le parole di Erica un adolescente di 15 anni alla propria madre mentre si appresta a buttarsi da un terrazzo condominiale.

Successo tutto nella periferia di Roma, la madre la prende l’abbraccia, subito dopo si dirigono all’ospedale psichiatrico Bambino Gesù, le parole degli specialisti sono tragiche: i loro racconti rimandano alla Blue Whale  e a Jonathan Galindo, le trappole messe in atto da persone instabili per spingere il proprio soggetto al suicidio.

Erica (nome di fantasia) è un esempio, i suoi genitori bisticciano ai suoi occhi, ha problemi a relazionarsi con gli altri e sta passando una crisi col suo fidanzato. Internet dunque diventa un rifugio, conoscere sconosciuti che poi si rivelano esseri malvagi cosa che è successo ad Erica “catturata” tramite un semplice post Instagram dall'”apostolo di Dio” così si fa chiamare. Lo sconosciuto si presenta come un soggetto sensibile e consolativo.

Nella seconda fase di conoscenza l’uomo attua delle prove di fedeltà a cui se Erica non obbedisce scatta la sanzione: “Non parliamo più”. La 15enne in quel momento non può fare a meno dell’ apostolo di Dio e decide di obbedire, fornendo anche prova di fotografia.

La ragazza senza accorgersene è sempre più controllata dal personaggio virtuale, arriva così ad una sera di Ottobre quando la ragazza decide di procedere ad un altra sfida, quella di “morire” per “rinascere”.

Erica sale le scale che la conducono verso la terrazza condominiale del palazzo. L’ordine è perentorio. L’apostolo di Dio le comunicherà a breve la sua decisione. Sua madre capisce che c’è qualcosa che la turba. Aveva già notato dei suoi strani atteggiamenti. La segue senza farsi notare mentre sua figlia stringe tra le mani il cellulare in attesa di un messaggio.

Ecco che allora si accosta ad Erica, la ferma e le chiede cosa ha intenzione di fare. Lei balbettando gli racconta tutto.

La madre è incredula. La figlia forse avrebbe compiuto il suicidio se non fosse intervenuta.  Decide di abbracciarla e capisce che da sola non può gestire questa situazione, capisce che l’unica soluzione è quella di portare la ragazza all’ ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Erica è salva ma chi sa se gli possa ricapitare in futuro oppure a noi, nessuno è al sicuro.

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