E’ convinto di citare Dante ma era Topolino: le scuse del sottosegretario all’istruzione della Lega

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Rossano Sasso Lega

Dopo che la sua gaffe ha fatto il giro del web, il neo sottosegretario all’istruzione, il leghista Rossano Sasso, fa ammenda per l’errore commesso, ma lo strafalcione rimarrà nella storia così come un’altra dichiarazione che, ai tempi, fece discutere e non poco

Non ha avuto neanche il tempo di insediarsi che già è incappato nel suo primo scivolone Rossano Sasso, il neo sottosegretario all’istruzione della Lega che affiancherà il ministro Bianchi.

Le scuse di Sasso dopo la figuraccia

Proprio pochi giorni prima della sua nomina Sasso, originario di Altamura, aveva pubblicato sul suo profilo social una frase di Topolino ma che lui, erroneamente, aveva attribuito a Dante: “Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto”.
Una cosa non da poco se consideriamo che Sasso, oltre ad essere un insegnante, ricoprirà un ruolo di primissimo rilievo nel mondo dell’istruzione.

“Faccio ammenda, quella frase e uscita sulla mia pagina Facebook e me ne assumo la responsabilità. Magari un giorno spiegherò l’accaduto. E intanto, per piacevole penitenza, mi impegno a rileggere i canti dell’Inferno, ha riferito a ‘la Repubblica’.

Il precedente scivolone su Facebook

A quanto pare il neo sottosegretario all’istruzione, di professione maestro delle elementari, non è nuovo in quanto a “scivoloni” su Facebook.
Nel 2018 partecipò ad un sit in contro un uomo di origini marocchine, che ai tempi venne accusato di aver violentato una ragazza minorenne.
Il leghista, commentando la vicenda, fece delle considerazioni a dir poco forti sull’accusato, definendolo un “bastardo irregolare”.
L’uomo, alla fine, venne assolto dalle gravi accuse, ma il maestro non fece, ovviamente, alcuna scusa pubblica nei suoi confronti: “Era l’estate del 2018. Partecipai a un sit-in in seguito a un tentato stupro di una minorenne. Le autorità mi garantirono che il colpevole era un ragazzo che poi si dimostrò innocente. In preda alla rabbia mi uscì un’espressione poco felice. Sono stato abbindolato. Ma a quel giovane ora chiedo scusa”, ha spiegato nell’intervista.

 

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