Dimissioni Zingaretti, è terremoto nel PD: le Sardine occupano la sede e Grillo si “candida” come loro segretario

Mentre Beppe Grillo lancia una provocazione proponendosi come segretario del PD, il movimento delle Sardine dalle 12 di oggi presidia la sede del partito con tanto di tende e striscioni

Non sono passate neanche 24 ore piene dalle dimissioni ufficiali di Nicola Zingaretti dal ruolo di segretario del Partito Democratico che già le prime reazioni pubbliche non tardano ad arrivare.
La più eclatante, indubbiamente, è stata quella del Movimento delle 6000 sardine: capitanati da Mattia Santori e Jasmine Cristallo, il movimento dalle 12 di stamane ha presidiato la sede del PD, con tanto di tende e sacchi a pelo.

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Santori: “No ad assemblee fra pochi”

Santori, l’ideatore della protesta assieme alla Cristallo, ha voluto attraverso un post Facebook fornire delucidazioni sulle motivazioni che hanno portato a presidiare la sede del partito:
“Oggi si va al Nazareno a dire che le assemblee tra pochi non bastano più. Oggi andiamo a chiedere che inizi una nuova fase costituente: aperta, democratica, innovativa. Non per il Pd, non per le Sardine. Ma per tutti gli apolidi della politica”
ha spiegato il leader delle sardine, che ha aggiunto:
“[…] Pensate quello che vi pare, ma la crisi del Pd è la crisi del centrosinistra, una crisi che ci riguarda e che vi riguarda anche se la politica vi fa schifo o vi ha stancato. Datemi del pazzo ma ho visto troppa bellezza quest’anno per riuscire a rassegnarmi”.

Grillo ai Piddini: “Mi propongo come vostro segretario elevato. Ero già iscritto”

Attraverso un lungo video pubblicato sul suo blog, il fondatore del Movimento, all’indomani delle dimissioni di Zingaretti, si è rivolto al Partito Democratico proponendosi come “segretario elevato del PD”;
provocatoriamente (ma forse non troppo) Grillo ha poi aggiunto: “Mi iscrivo al partito e portiamo avanti insieme un grande progetto comune. Tutti i partiti mettano 2050 nel simbolo” e ancora “Mettete 2050 nel vostro simbolo, come sarà nel nostro prossimo con Conte, invito tutti i partiti a mettere 2050 nel loro simbolo. Facciamo un progetto in comune, ne usciremo in un modo straordinario e io vengo li, metto a disposizione i progetti sarà tutto diverso nel futuro”.


L’atteggiamento sferzante ed ironico che contraddistingue Grillo nasconde, in realtà, qualcosa di più; dopo l’asse parlamentare cinque stelle-PD, non sembra del tutto improponibile che la loro coalizione prendi vita anche fuori dalle sedi istituzionali: come d’altronde il buon vecchio Freud ci disse, scherzando si può dire tutto, anche la verità.

 

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