Caso Sarah Everard: ondata di proteste, chieste le dimissioni del capo di Scotland Yard

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sarah everard

Il caso di Sarah Everard, l’ennesima storia di femminicidio, sta sconvolgendo il mondo intero. Oggi i londinesi si sono riuniti un’altra volta per manifestare occupando prima il Ponte di Westminster e poi scendendo nella piazza del Parlamento. Sono in tantissimi a chiedere le dimissioni di Cressida Dick, capo di Scotland Yard, che opponendosi agli assembramenti ha di fatto ordinato la repressione della veglia funebre.

Il caso di Sarah Everard

Sarah Everard aveva 33 anni, viveva nel South London ed era direttrice di marketing. Il 3 marzo scorso è sparita nel nulla, dopo una chiamata al suo fidanzato e dopo che una telecamera di sorveglianza ha ripreso il suo passaggio.
Il mattino dopo arriva la denuncia di scomparsa da parte del fidanzato e tutta Scotland Yard ha iniziato a setacciare le vicinanze, fino a quando il 9 marzo viene arrestato l’unico sospettato: si tratta dell’agente di polizia del Comando di protezione parlamentare e diplomatica Wayne Couzen.

Un’ondata di proteste si riversa contro la polizia inglese quando viene ritrovato quel che rimane del corpo di Sarah Everard e viene convalidato l’arresto dell’agente.
Bufera che ha animato i movimenti femministi di tutto il mondo, al grido di: “Stava solo tornando a casa”.
Una grande manifestazione si è svolta nella giornata del 13 marzo in Inghilterra.

Le proteste di oggi, chieste le dimissioni di Cressida Dick

Oggi i manifestanti si sono riuniti nuovamente occupando il ponte di Westminster e poi invadendo la piazza del Parlamento. Le proteste riguardano non solo i diritti delle donne, ma anche le violenze perpetrate da parte delle forze dell’ordine a causa del loro abuso di potere. Vari gli slogan portati in piazza, fra i quali “kill the bill” (uccidi il poliziotto) e “sisters united will never be defeated” (le sorelle unite non saranno mai vinte).

Le manifestazioni sono state respinte anche a causa dell’intervento del capo della polizia Cressida Dick, che è stata molto criticata per questo motivo: Gli assembramenti sono assembramenti, ha ribattuto lei a chi ne ha chiesto le dimissioni “Il diritto di manifestare è un caposaldo della democrazia, ma dobbiamo prevenire altre morti durante questa pandemia”.

 

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