Makarì, qual è l’origine del nome della serie e cosa significa

0
1129

Makari è l’ultima fiction di successo della Rai, scopriamo da dove ha origine il nome e qual è il suo significato.

Ieri sera ha debuttato su Rai Uno e torna questa sera in prima serata la nuova fiction investigativa Makari. Ambientata in Sicilia come il Commissario Montalbano, anche la serie che vede protagonista Saverio Lamanna è ispirata a dei racconti, quelli omonimi dello scrittore Gaetano Savatteri. Il titolo della fiction è tratto dal paese d’origine dell’investigatore nel quale Lamanna torna dopo essere stato licenziato dal Ministero degli Interni.

Desideroso di cambiare vita e ritrovare sé stesso, il protagonista di questa serie torna nel paesino d’origine, occupando la casa al mare dei genitori nella quale è cresciuto e alla quale è affezionato. Proprio il contatto con le sue radici lo porterà a capire che fare l’investigatore è più di un semplice lavoro è un istinto naturale al quale non riesce a sottrarsi. Proprio la sua curiosità, il desiderio di scoprire i misteri saranno il motore della narrazione e delle vicende che lo vedranno protagonista sia in ambito lavorativo che sentimentale.

Leggi anche ->“Immaginati se gli arrivava un pesce in bocca”: Iva Zanicchi parte in quarta con un doppio senso involontario

Makarì, cosa significa il titolo della nuova fiction Rai

Come detto il titolo della fiction è lo stesso del paesino nel quale vive il protagonista. Makarì non è un luogo inventato, visto che lo scrittore Savatteri per descriverlo ha preso ispirazione dal paesino in provincia di Trapani che si chiama Macari. Il paesino si trova nel golfo di Macari, una striscia di terra che abbraccia San Vito lo Capo (splendida località balneare della Sicilia occidentale) e la Riserva dello Zingaro, uno dei posti più incantevoli che offre la Sicilia.

Macari deriva dal termine greco μακαρ che significa in italiano “Benedetto” o “Felice“. Un aggettivo che è ancora oggi ideale per descrivere la bellezza incommensurabile di quel tratto di costa siciliana. Piccola curiosità sul termine “macari” che nel dialetto siciliano viene utilizzato come la congiunzione “Anche” ed in alcuni casi per sottolineare una richiesta eccessiva o inappropriata in modo scherzoso. In questo caso la traduzione in italiano può essere diversa in base al contesto: “Pure, addirittura, per giunta, come se non bastasse”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here