Cos’è ‘Stop Asian Hate’, il movimento di protesta nato dopo la tragedia ad Atlanta

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Stop asian hate

Dopo gli efferati attacchi avvenuti in vari centri benessere, continuano a dilagare negli Stati Uniti violenze ai danni di persone di origine asiatica, aggravati ulteriormente dalla pandemia di coronavirus originatisi in Cina. In risposta è nato il movimento Stop Asian Hate, che sta coinvolgendo moltissimi personaggi illustri, dal mondo della politica a quello dello spettacolo.

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L’hashtag #stopasianhate contro la violenza 

Negli Stati Uniti, attualmente, sono più di 21 milioni i cittadini di origini asiatiche. L’ondata di violenze ha colpito, in particolare, cittadini americani di origini giapponesi, cinesi e coreane, martoriati da un odio razziale aggravatosi ulteriormente a seguito della diffusione del coronavirus.

I numeri degli attacchi sono a dir poco allarmanti: in un solo anno ci sono stati 3800 casi di violenze, che vanno da un’aggressione di tipo verbale a quella fisica, fino a sfociare nel peggiore dei casi in omicidi a sfondo razziale.

Ultimo, terribile e sconcertante esempio è stato quello di Atlanta, dove hanno perso la vita circa nove persone, di cui quasi tutte donne di origine asiatica.

A seguito di queste sparatorie, verificatisi in più centri benessere, è nato online un movimento spostatosi poi nelle piazze sotto lo slogan di #stopasianhate.

Le proteste sono state convogliate sotto l’organizzazione Stop AApi (Asian Americans and Pacific Islanders) che attraverso un comunicato stampa ha affermato che la tragedia avvenuta dimostra come sia fondamentali, ormai, fare di più per far sentire al sicuro i cittadini asiatici-americani: Le uccisioni di donne asiatiche-americane oggi ad Atlanta sono una tragedia indicibile: per le famiglie delle vittime prima di tutto, ma anche per la comunità asiatica-americana, che è stata colpita da numerosi attacchi razzisti nel corso dell’anno scorso. Quest’ultima aggressione non farà altro che esacerbare la paura e il dolore che la comunità asiatica-americana continua a sopportare“.

L’ondata di proteste ha raccolto attorno a sé moltissimi consensi e solidarietà, fra cui vari personaggi illustri, dalla politica fino allo spettacolo. Fra questi Lana Condor, Lucy Liu, Kim Kardashian, Katy Perry, Miley Cirus, Bella Hadid, Kylie Jenner e tanti altri.

L’attrice di origini asiatiche Sandra Oh ha tenuto un discorso toccante e appassionato ad un raduno del movimento di opinione, affermando di sentirsi “orgogliosa di essere asiatica” e denunciando la paura e la rabbia a cui le varie comunità, in particolare quella vicina alla manifestazione, devono sottostare.

La condanna era arrivata pochi giorni prima della sparatoria anche dallo stesso Presidente degli Stati Uniti Joe Biden mentre, dall’altra parte, sono in molti a denunciare l’atteggiamento di Trump che sarebbe stato, secondo alcuni, la benzina su un fuoco già acceso.

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