Sostituzione etnica, piano Kalergi e provocazioni varie: ‘Antirazine’, la rivista finanziata dal ministero che non piace alla destra

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antirazine rivista polemica

La fanzine pro immigrazione realizzata attraverso il Dipartimento Pari Opportunità desta non poche polemiche per i contenuti: dai riferimenti polemici alla teoria complottistica della sostituzione etnica presenti nel Piano Kalergi al finanziamento pubblico e gli attacchi alle forze dell’ordine, la destra non ha apprezzato tale scelta 

Negli ultimi giorni ha destato polemica il finanziamento di 10mila euro da parte del Dipartimento per le Pari Opportunità di una rivista intitolata “Antirazine”.
Il nome lascia facilmente presagire i contenuti, tutti di stampo marcatamente antirazzista, ed è disponibile sia online che nelle Librerie Feltrinelli.

L’idea prende forma dal lavoro del gruppo “Il razzismo è una brutta storia” di cui fa parte anche l’editore nostrano, finalizzato a combattere attraverso iniziative culturali il fenomeno della discriminazione razziale. Fin qui tutto ok se non fosse che alcuni contenuti di critica ad una certa destra estremista abbiano suscitato una reazione di indignazione catalizzata da parte del quotidiano ‘Libero’.

La teoria complottista sul piano Kalergi: facciamo chiarezza

L’oggetto della discordia è stato il riferimento esplicito alla cosiddetta ‘sostituzione etnica’ presente all’interno del “Piano Kalergi”. Per essere più chiari, questa teoria si basa sulla convinzione che esista un vero e proprio piano per incentivare l’immigrazione asiatica e africana in Europa per sostituire le popolazioni autoctone.

Questa sorta di dottrina prende il nome dal filosofo di origini austriache Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi ed è stata più volte utilizzata da parte dell’estrema destra. In realtà, quello del Piano Kalergi è un falso storico: le intenzioni del filosofo non erano quelle, sicuramente, riprese poi da un certo milieu di estremisti, che hanno utilizzato una rielaborazione del pensiero per sostenere le loro ideologie.

Al di là del complesso tema della sostituzione etnica, all’interno della fanzine sono stati inseriti anche una serie di contenuti grafici, dei fumetti, per la precisione, fortemente provocatori nei confronti delle forze dell’ordine: “Come valutano e concepiscono il concetto il razzismo le forze dell’ordine?” si legge nelle didascalie dei disegni, che non sono stati particolarmente apprezzati dalla destra in considerazione poi del fatto che questo progetto sia stato finanziato con soldi pubblici.

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