‘Chi l’ha visto?’: il dietro le quinte di un programma di successo

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Dopo l’esito della bagarre scoppiata attorno a Olesya Rostova, che si pensava potesse essere la piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo il 1° settembre di 17 anni fa, sembra che attorno al programma di Federica Sciarelli, Chi l’ha visto?‘, sia tornata a calare la tranquillità, per così dire. Perché sappiamo benissimo che un programma come quello condotto da ormai moltissimi anni dalla Sciarelli, con il riconoscibilissimo e inquietante motivetto musicale di sottofondo, non c’è mai qualcosa di simile alla tranquillità. In effetti, come si può parlare di tranquillità quando si tratta di persone scomparse?

Eppure un argomento simile non ha precedenti nella storia della televisione italiana, un programma che riesce a tenere incollati milioni di spettatori fino a tarda ora, legati alla suspence, alle argomentazioni, alle indagini che la Sciarelli insieme al suo team, mettono in campo per ogni caso che viene trattato. Ma il programma Rai non lavora solamente alla ricerca delle persone scomparse, ma anche su casi che potremo tranquillamente definire “cold case”, ovvero casi irrisolti. Questo anche grazie ai rapporti che la Sciarelli riesce a intrattenere con i parenti delle vittime o degli scomparsi. Insomma un mix di professionalità, delicatezza, rispetto e passione per le indagini, che caratterizzano ‘Chi l’ha visto?’.

La professionalità di Federica Sciarelli, che non ha mai condotto il proprio programma alla ricerca di alcun tipo di share o di scoop per realizzare ascolti, ha fatto in modo da porre la parola “fine” anche su molti casi che sembravano non avere fine. Come ad esempio il caso di Mario, scomparso nel 2017 da Grotteria in Calabria e ritrovato tre anni dopo in Molise a Portocannone. Ma Federica Sciarelli si è ritrovata anche a dover dare notizia del ritrovamento del cadavere di Sarah Scazzi nell’ottobre 2010, questo le costò anche un’interrogazione parlamentare e un’accusa di “spettacolarizzazione del dolore”, in sostanza di sciacallaggio.

Un programma costruito sulla professionalità, rispetto e collaborazione con le vittime

Eppure di questo non si può in nessun modo accusare la Sciarelli, che della professionalità e del rispetto ne ha sempre fatto dei capisaldi della propria attività.
Nel corso degli anni Federica assieme al suo team ha dato vita a una banca dati unica nel suo genere, dove vengono archiviate tutte le informazioni e i dati raccolti. Periodicamente i dati relativi a un singolo caso vengono confrontati per vedere se ci sono nuovi elementi che possono gettarvi luce.

Inoltre la redazione di “Chi l’ha visto?” ha venti telefoni attivi 24 ore su 24, tutte le telefonate ricevono risposta o nel caso vengono ricontattate. Si tratta di oltre 40.000 telefonate ogni anno.

E sulle vittime Federica Sciarelli parla chiaro in un’intervista rilasciata al settimanale ‘Visto’: “Io sento il loro dolore, lo assorbo e lo trasformo in informazioni da utilizzare per arrivare alla soluzione del caso”.

Insomma una donna tenace, precisa e rispettosa che da molti anni offre sostegno con il suo programma.

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