Mondo della moda in lutto per la morte a 59 anni di Alber Elbaz: ucciso dal covid, era stato vaccinato

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A soli 59 anni lo stilista ebreo nato in Marocco (ma cresciuto in Israele) Alber Elbaz se ne è andato a Parigi, .

Il Covid l’ha portato via: benché fosse stato vaccinato, l’uomo è stato ucciso dal coronavirus nella variante sudafricana.

Il grande stilista è morto l’altro ieri nell’ospedale americano di Parigi, dove si trovava ricoverato.

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Alber Elbaz, lo stilista che parlava alle donne, morto per Covid

Lo stilista Alber Elbaz, a soli 59 anni, ci ha lasciato sabato notte, per Covid.

Era ricoverato da poche settimane presso l’American Hospital di Parigi.

La tv israeliana Keshet 12 ha riportato che l’uomo era già stato vaccinato e “sarebbe stato infettato dalla variante sudafricana“.

Nel 2019 aveva fondato il suo nuovo brand ‘AZ FACTORY’, dopo essere stato estromesso da Lanvin, casa di moda francese di cui è stato direttore creativo dal 2001 al 2015.

Ogni sua creazione, anche se elegante, sofisticata e femminile diventava ‘allegra’.

A suo dire era merito della capacità di ascoltare le donne stesse: “Io parlo con le mie amiche donne, le ascolto”, dichiarava. Per poi aggiungere: “Nessuna vuole più abiti attillati e tacchi altissimi: vogliono sentirsi belle e a proprio agio. Insomma, sicure e con il sorriso”.

La vita di Alber Elbaz

Alber Elbaz era solito indossare enormi papillon, grandi occhiali neri ed era caratterizzato da un peculiare modo di camminare.

Nato a Casablanca nel 1961 da una famiglia ebrea, ancora bambino aveva traslocato a Tel Aviv. Già all’età di 7 anni disegnava vestiti e, in seguito ha studiato all’istituto di design israeliano, Skenkar.

Alber Elbaz è approdato a Parigi, da lui tanto sognata, dopo essersi fermato a New York. Lo stilista ha lavorato da Guy Laroche e da Yves Saint Laurent, a cui deve la sua crescita stilistica. E’ poi passato attraverso Milano, lavorando per Krizia, prima di tornare nel 2001 in Francia.

Per  lui, come già detto, 14 anni alla guida della direzione creativa di Lanvin, che riuscì a rilanciare.

Creatività, artigianalità, sperimentazione e gioia sono state le sue peculiari caratteristiche.

Del suo ritorno, Alber Elbaz diceva: “Ho viaggiato, insegnato, imparato ancora. Ho parlato ancora di più con le mie amiche donne. Per capire cosa continuano a sognare in un mondo che le ha cambiate ed è cambiato“.

Le sue idee e progetti perseguivano uno scopo: “Far sentire le donne belle e a proprio agio senza pensare se sono alte o basse, magre o curve. A me questo non importa“.

Forte in assoluto il legame con le donne e con molte donne dello spettacolo, che lo stilista nato a Casablanca ha vestito nel corso degli anni: Nicole Kidman, Sofia Coppola, Demi Moore, Rihanna, Catherine Deneuve e Meryl Streep (quest’ultima ritirò l’Oscar come migliore attrice non protagonista nel 2011 per The Iron Lady indossando proprio un suo abito).

Sui social grande cordoglio da parte di fan e semplici appassionati di moda.

Da segnalare l’epitaffio affidato a Instagram dal team di AZ Factory per Elbaz: “Ci hai fatto sognare, ci hai fatto pensare e ora voli. Amore, fiducia e rispetto, sempre

 

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