Colombia, continuano le proteste contro la riforma fiscale: dura repressione con 16 morti

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In Colombia i cittadini sono scesi in strada per manifestare contro la riforma fiscale proposta dal Presidente Duque, che prevedeva a quanto sembra l’aumento generale dell’Iva e un incremento sulle tasse per quanto riguarda i redditi medi. Subito dopo l’inizio delle proteste Duque, molto probabilmente con l’intento di frenare la messa a ferro e a fuoco della Nazione, ha ritirato la proposta di riforma fiscale. Nonostante però abbiamo ritirato la proposta, Duque ha dichiarato la necessità di una riforma fiscale.

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Le proteste, nonostante il ritiro della proposta da parte del Presidente, stanno continuando, a seguito anche dello sciopero nazionale che ha coinvolto l’intera Colombia. La questione è degenerata quando la manifestazione pacifica di protesta è stata accolta nel weekend, da una violenta reazione da parte della polizia, che non ha esitato ad aprire il fuoco anche a distanza ravvicinata.

La reazione violenta delle forze dell’ordine ha causato 16 morti tra i manifestanti e un ufficiale di polizia. La polizia non ha esitato a ricorrere a mezzi poco ortodossi per disperdere la folla di manifestanti. Si è lanciata a cavallo delle moto sulla folla speronandola e colpendo i manifestanti con gli scudi.

Le immagini di una madre sconvolta per l’uccisione del figlio: “Uccidete anche me”

Il drammatico esito della manifestazione ha coinvolto anche un ragazzo di appena 19 anni, morto sotto i colpi della polizia, il clip divulgato dalla televisione locale mostra la madre del ragazzo in lacrime che implora: “Uccidete anche me, hanno ucciso anche me. Era il mio unico figlio“. Immagini davvero drammatiche.

Le manifestazioni sono degenerate proprio quando la polizia ha accolto il corteo di manifestanti pacifici in tenuta antisommossa, lanciando gas lacrimogeni e non esitando a usare i manganelli e successivamente i proiettili di gomma, per poi passare a quelli reali.

Intanto nonostante il dietrofront di Duque sulla riforma fiscale, definita necessaria e non un capriccio, i manifestanti non hanno ancora placato la loro rabbia e hanno già annunciato per domani un altro sciopero nazionale. Sembra proprio che le manifestazioni continueranno per un’altra settimana e forse molto di più.

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