Giallo di Giulia Di Sabatino: qualcuno cancellò foto e video hard ed entrò nel suo account

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Spuntano fuori non solo migliaia di foto e video hard ma anche il cambio delle credenziali dell’email della vittima durante la notte della sua morte. Si indaga ora sulla correlazione fra la morta della 19enne Giulia Di Sabatino e le immagini ritrovate nel telefono di Giuseppe Totaro

A distanza di quasi sei anni emergono dettagli a dir poco importanti sul giallo di Giulia Di  Sabatino, la 19enne deceduta il giorno del suo compleanno, il primo settembre 2015, apparentemente suicida, dopo essersi lanciata dal Cavalcavia 205 della A14 a Tortoreto, provincia di Teramo, in Abruzzo.

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Giulia quella sera uscì di casa per andare a festeggiare con gli amici il suo compleanno e non fece mai più ritorno a casa, doveva aveva lasciato il cellulare e la valigia quasi pronta per il viaggio a Londra, dove avrebbe dovuto raggiungere la sorella.

La notizia del decesso di Giulia venne notificata l’indomani mattina, quando alcune parti del corpo della ragazza vennero ritrovate lungo la corsia sottostante il cavalcavia.

I genitori, infatti, identificarono ciò che rimase di Giulia da una scarpa e vari indumenti. Per tale ragione non fu possibile effettuare una autopsia che potesse stabilire con esattezza sia le cause del decesso che l’orario.

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Il cavalcavia da Giulia sarebbe stata gettata/si sarebbe gettata

I dubbi sull’ipotesi del suicidio

Fin da subito la famiglia di Giulia ha nutrito forti sospetti circa l’ipotesi del suicidio, e questo per varie ragioni che hanno fatto sorgere notevoli dubbi anche nei consulenti.

Primo fra tutti, indubbiamente, i dettagli inerenti il cadavere. Come è possibile che a ridosso del cadavere della Di Sabatino, situato sulla strada, non ci fosse neanche una traccia di sangue? Le auto passate da quel cavalcavia dalla notte al momento del ritrovamento sono, infatti, tantissime, molte delle quali transitate anche ad altissima velocità.

La magistratura, ai tempi, archiviò la tragedia come un suicidio ma la famiglia decise di sollecitare la riapertura delle indagini che furono archiviate ad agosto del 2019, facendo decadere in automatico le ipotetiche accuse nei confronti dei tre soggetti che vennero indagati. Fra questi Giuseppe Totaro detto Peppe, un 30enne di Giulianova che assieme ad altri due uomini venne indagato per istigazione al suicidio. 

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I genitori di Giulia Di Sabatino

Il materiale recuperato e le violazioni di email e account: i dubbi dei consulenti

L’indagine difensiva, attraverso i legali di Napoli e i periti italo americani della EmmeTeam, puntano tutto sia sui video e le immagini hard ritrovate ma anche sull’accesso notturno al suo account Facebook e il cambio credenziali dell’email. 

I tecnici incaricati dalla famiglia hanno recuperato 3.008 foto, quasi tutte “hot”, cancellate dopo il decesso di Giulia, ma non solo: essi sono riusciti a risalire anche all’eliminazione di varie cartelle di download e moltissimi messaggi vocali che erano tutti spariti. 

Anche il profilo Facebook della vittima è oggetto di indagine: sono venute fuori sia cancellazioni di dati che accessi da parte di sconosciuti sull’account Facebook di Giulia. Più di tutti questi elementi, di per sé già ambigui e un po’ insoliti per un suicidio, il cambio delle credenziali di accesso dell’email di Giulia, avvenuto proprio la notte in cui perse la vita.

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Un elemento che, come si diceva, desta fortemente attenzione in quanto Giulia quella tragica sera lasciò il suo cellulare a casa, e la modifica della password, inoltre, è avvenuta da un dispositivo informatico il cui indirizzo IP era differente da quello del suo cellulare o del suo tablet, indirizzo localizzato in una posizione estremamente distante da dove la vittima si trovava con gli amici. 

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Giuseppe Totaro, le foto di nudi e il giro di soldi

Nei dispositivi informatici di Giuseppe Totaro sono state rinvenute ben 42mila immagini e 2mila video che immortalavano rapporti sessuali con Giulia Di Sabatino.
La domanda che tutti si pongono è se questo materiale possa avere un legame diretto con la morte della 19enne abruzzese. Il 30enne di Giulianova verrà ora indagato per induzione alla prostituzione e pornografia minorile.

Lo scorso 20 maggio le amiche e la cugina di Giulia sono state sentite in Tribunale su che tipo di rapporto sussistesse fra Giulia e l’imputato Totaro, che esercitava costante pressione e continue richieste nei confronti delle ragazze per ottenere “fotografie di loro nude”.

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“Peppe aveva una natura disturbata”, “Facevamo giochi erotici a pagamento”

F., di anni 26, ha raccontato: “La nostra è stata un’amicizia complessa. Io gli volevo bene e lui ne voleva a me. Peppe, però, aveva una natura disturbata che ogni tanto veniva fuori e per questo poi ho voluto chiudere con lui”.

Un’altra ragazza, che all’epoca dei fatti avvenuti era minorenne, ha confessato invece: Facevamo giochi erotici, non avevamo rapporti completi. Io ero sempre consenziente”, aggiungendo dettagli non indifferenti su un giro di soldi: “Me lo disse lei che per un rapporto sessuale Totaro le aveva dato mille euro”. “Una volta pure a me ha offerto del denaro per delle foto mie che gli avrei dovuto mandare, ma non l’ho fatto perché io di lui non mi fidavo”. 

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Il 30enne aveva anche mandato via WhatsApp foto di altre adolescenti nude al fine di vantarsi, ma anche probabilmente per invitarle a fare lo stesso e a fidarsi. A tutte quante, infatti, continuava a richiedere insistentemente, come poc’anzi evidenziato, foto nude o durante dei rapporti sessuali con lui, che in cambio offriva denaro o regali. 

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