“Non me ne frega nulla”: Pippo Baudo non seppellisce l’ascia di guerra

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Pippo Baudo

Tvblog dedica un’intervista a qualcuno che di Tv se ne intende fin quasi ad identificarcisi per antonomasia: Pippo Baudo.

Dall’inizi da predestinato al matrimonio con Rai, interrotto solo da qualche scappatella con Mediaset, Pippo Baudo ripercorre la sua carriera e i rapporti d’amicizia e quella lite celebre che l’hanno visto protagonista.

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Le origini di un mito nazionale

Della Sicilia rimane il ricordo di Mike Bongiorno proiettato sullo schermo del cinema e le arance con cui omaggerà amici e collaboratori, ma Pippo Baudo è il volto della tv nazionale.

Pippo Baudo con Corrado

Sebbene abbia iniziato con la radio, a cui deve la dizione quasi perfetta, “Se ho una pronuncia italiana quasi perfetta lo devo alla radio. All’epoca gli annunciatori non erano come quelli di adesso, godevano di una dizione perfetta. Così quando arrivai a Roma ero già pronto“, Pippo Baudo entra presto in Rai, incrociando spesso la sua strada a quella di Corrado: “Addirittura, quando Corrado passò dalla radio alla tv per andare a fare ‘L’Amico del Giaguaro’ a Milano con Gino Bramieri, Raffaele Pisu e Marisa Del Frate, io lo sostituii proprio alla radio con Gran Galà. A ‘Domenica In‘ lui lasciò perché aveva litigato col presidente della Rai Paolo Grassi, che lo aveva criticato definendo il contenitore privo di cultura. A quel punto chiamarono me, presi il suo posto senza volerlo”.

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I dissapori con Vespa

Un incrocio che però non ha mai suscitato dissapori, come invece ci sono stati anni dopo co un giornalista Rai in particolare: Bruno Vespa.

Lite

Se “Non potevi non volere bene a Corrado, possedeva la tipica ironia e comicità romana. Ma non era affatto cattivo”, le parole riferite a Bruno Vespa sono più nette e più decise: “Non me ne frega niente”. Pippo Baudo non è diplomatico e di chiarire con il giornalista non ne vuole sapere.
Per chi non lo sapesse il casus belli è stata la trasmissione celebrativa dei 150 anni d’unità nazionale, ‘Centocinquanta’ appunto, in cui il giornalista si infervorò per un’immagine di Santoro, scelta per celebrare i giornalisti, che mai fu mandata in onda. “Una cosa allucinante. Appena vide la foto di Santoro andò su tutte le furie, si arrabbiò. Una foto che tra l’altro non andò nemmeno in onda.”

Vespa invece è più diplomatico: “Quando non si intendono le persone che devono fare la trasmissione… era sbagliata la coppia“. Eppure nonostante l’essere più conciliante nemmeno lui vede prospettive di un riavvicinamento: “Mi dispiace perché io ho voluto molto bene a Pippo, perché fa parte della storia della televisione, ma quella trasmissione che facemmo insieme non funzionò”.

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