“Un minuto e venticinque secondi”: fuori nuovi dettagli del massacro a Willy Monteiro

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In aula è stata esposta la ricostruzione della brutale aggressione che ha portato alla morte di Willy Monteiro: i nuovi dettagli del massacro.

Ieri, in un’aula del Tribunale di Frosinone, gli investigatori hanno ricostruito la brutale e immotivata aggressione dei fratelli Bianchi ai danni di Willy Monteiro Duarte. La ricostruzione che ha devastato i presenti, in particolar modo la madre della vittima che, durante il racconto si è sentita male e quasi si accasciava a terra. Il dolore era talmente forte che la donna è stata costretta ad uscire dall’aula per riprendersi.

Davanti ai due imputati, al giudice e all’accusa, ieri hanno testimoniato i 6 carabinieri che hanno dato il via alle indagini. I militari hanno spiegato che la durata dell’aggressione è stata ricostruita grazie ai fotogrammi estratti dalla telecamera della vicina caserma. Il comandante del nucleo operativo radiomobile, Agatino Roccazzello ha dichiarato: “Con i fotogrammi della telecamera di videosorveglianza, poi confermati dallo screenshot inviato da uno dei testimoni, è possibile affermare che l’ aggressione costata la vita a Willy Monteiro Duarte è durata un minuto”. Precisando in un secondo momento che è passato esattamente un minuto e venticinque secondi: “Sono scesi dall’ auto, hanno picchiato, sono tornati nell’ auto e sono andati via”.

Omicidio Willy Monteiro, i dettagli emersi nell’aula di tribunale

A fornire una ricostruzione dei momenti immediatamente successivi all’aggressione è stato invece il Maresciallo Maggiore Antonio Carella, il primo ad intervenire sul luogo dell’omicidio in abiti civili: “Era una notte d’ estate normale, di movida. Ero nel bagno della caserma, che ha una botola che da su via Buozzi, dove sono successi i fatti. Alle 3,30 ho sentito delle urla non normali, forti e una donna che gridava”. Lo stesso Maresciallo spiega anche come ha ottenuto l’immagine che è stata decisiva per lo sviluppo delle indagini: “Sono sceso in strada in abiti civili. Una persona mi ha raccontato cos’ era successo e mi sono precipitato in strada. Uno dei presenti mi ha detto che erano stati dei ragazzi di Artena a ferire Willy, gli ho dato il mio numero e gli ho chiesto se avesse un video, una foto dell’ aggressione”.

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Grazie a quello scatto i Carabinieri sono riusciti a risalire agli aggressori. Il Maresciallo Carella racconta anche il momento in cui lui ed alcuni colleghi sono andati a parlare con uno dei fratelli Bianchi: “Alle 3,55 siamo arrivati in via cardinal Scipioni, dove c’ è il locale del fratello, stavano entrando nel bar. Li abbiamo chiamati, erano nervosi, inizialmente hanno fatto finta di non sentirci. Nel locale abbiamo cercato di approcciarli, abbiamo preso un caffè con loro e, mentre parlavo con i Bianchi, mi è arrivata la telefonata per comunicarmi che Willy era morto”.

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E’ stato Roccazzella, invece, che ha raccontato in che modo gli imputati hanno aggredito ed ucciso la vittima: “Willy viene colpito da un calcio, cade, tenta di rialzarsi e viene colpito nuovamente. Sia Belleggia che Pincarelli colpiscono Willy quando è già a terra e non può reagire. Pincarelli va a colpire con dei pugni Willy, Belleggia sferra un calcio come se colpisse pallone, dal basso verso l’ alto”.

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