La storia dei cinghiali radioattivi: un decennio dopo, gli effetti collaterali di Fukushima continuano

Il disastro nucleare di Fukushima continua nei suoi effetti a creare nuove preoccupazioni e opportunità. Dopo dieci anni dal terribile incidente, i ricercatori hanno constatato l’esistenza di una nuova specie di cinghiale, una specie mutante. Adesso scorrazzano liberi per la città ancora contaminata da radiazioni.

Fukushima

10 anni da Fukushima

Nel 2011 il mondo fronteggiava l’ennesima catastrofe nucleare, l’ennesimo monito che bisogna virare per fonti d’energia meno inquinanti e più sicure. Il disastro di Fukushima non fu causato da un errore umano, come quello di Chernobyl, ma fu la conseguenza del terremoto e del maremoto Tōhoku dell’11 marzo 2011.

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Durante il sisma, i reattori si spensero automaticamente, con procedura di sicurezza voleva, ma lo tsunami successivo di generazione diesel-elettrici di emergenza che alimentavano i sistemi di raffreddamento dei reattori 1, 2 e 3.

Sistema di raffreddamento necessario per dissipare il calore della fusione, che poi ha messo fuori uso tutti e 3 i reattori, provocando l’evacuazione di un’intera città e quasi 1600 morti.

Una nuova specie

Quando i cinghiali radioattivi si accoppiano con porcellini domestici prende avvio una nuova specie mutante e radioattiva. Il report annuale sulla fauna a Fukushima infatti ci informa che dal 2011, anno del disastro, ad oggi, nuove specie popolano la città abbandonata.

Lo studio condotto da Donovan Anderson ha analizzato il DNA di alcuni esemplari, arrivando a confermare la presenza di questa nuova specie ibrida, che ha raggiunto il 16% della popolazione di cinghiali e maiali.

Adesso la sfida è per il futuro: “Noi raccomandiamo che gli studi futuri si concentrino sulla salute di questi ibridi e caratterizzino meglio la loro nicchia ecologica”.

Gli uomini e gli animali radioattivi

Gli ibridi sono radioattivi, ma la radioattività non c’entra nulla con l’ibridazione: semplicemente l’esposizione alla zona contaminata ha portato questi animali a subire gli effetti del disastro nucleare, ma l’ibridazione è causa di un accoppiamento non controllato.

Nonostante siano radioattivi, la quantità di radiazioni presente negli esemplari, non sarebbe comunque dannosa se l’uomo decidesse di usarli come alimento.

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