“Prima o poi potrebbe verificarsi anche qui”: le parole di Giuliacci in vista della terza ondata (di caldo)

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Dopo qualche giorno di tregua, soprattutto al Sud, è ritornato l’anticiclone africano con picchi di 40 gradi, al Nord resiste la perturbazione atlantica con forti temporali, raffiche di vento e grandinate, ma non ancora per molto. La seconda ondata di calore, che oggi fa registrare la giornata più calda della settimana, infatti, si sta rapidamente espandendo in tutte le zone del Centro e del Sud Italia ma “per la sua rapidità, come tutte quelle che non durano più di tre giorni, non dovrebbe causare danni gravi alle persone”, chiarisce il colonello Mario Giuliacci, direttore di meteogiuliacci.it.

Oggi le temperature scenderanno, ma solo per due giorni. Già da domenica arriverà la terza ondata di caldo “con l’anticiclone africano che tornerà ad affacciarsi al Sud, per raggiungere il picco dei 40 gradi nella giornata di martedì 13” spiega ancora Giuliacci. Nella giornata di oggi, invece, oltre Campobasso come città ad alto rischio, quasi da bollino rosso per il ministero della Salute, il Salento, Foggia in particolar modo, presenta le temperature più alte; mentre le regioni centrali già da questo pomeriggio dovrebbero vedere all’orizzonte l’avvicinarsi di nuvoloni rinfrescanti per un paio di giorni.

Cosa accade da domenica

“Una nuova ondata, sempre veloce, con temperature di 33-35 gradi nelle solite zone interne del Sud e 28-32 nel resto d’ Italia, con il picco che si avrà martedì, dove le zone interne di Puglia, Calabria e Sicilia potranno arrivare a 40 gradi, Emilia Romagna, Marche e Umbria si attesteranno tra i 36 e i 39 gradi, mentre la restante parte del paese dovrebbe restare tra i 28 e i 32 gradi” prevede Giuliacci per la prossima settimana. Nulla di strano se non fosse per il pericolo che temperature così alte portano con loro in così poco tempo tra un’ondata e l’altra e questo non solo nel nostro Paese.

Hanno fatto scalpore in tutto il mondo i 50 gradi raggiunti in alcune località canadesi che hanno portato alla morte di settecento persone, ma il caldo anomalo è stato da record anche in Siberia, dove la colonnina di mercurio ha segnato 38 gradi centigradi. E per Giuliacci non ci sono dubbi: qualcosa di simile potrebbe succedere anche in Italia, specialmente nelle località dell’entroterra pugliese o siciliano, anche perché l’estate è solo cominciata da poco, ma già comincia ad essere pericolosa.

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“Gli otto gradi in più rispetto al picco massimo mai toccato a Lytton, una località alla stessa latitudine di Londra ma che per la sua conformazione, una vallata al termine delle Montagne Rocciose, aveva già superato i 40 gradi altre volte, prima o poi potrebbe verificarsi anche qui.”

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