Chat control per contrastare la pedopornografia: l’UE approva ma l’80% degli intervistati è contrario

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L’Unione Europea vuole che ogni singolo provider di messaggistica, di chat ed e-mail private cerchi i contenuti sospetti in maniera indiscriminata e generale. L’obiettivo che vuole raggiungere l’Unione Europea tramite il chat control è quello di perseguire la pedopornografia. Per fare questo il sistema messo in atto è quello di una sorveglianza di massa e di controllo delle chat. Questo implicherebbe ovviamente la fine della segretezza digitale e soprattutto della nostra corrispondenza.

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Un regolamento temporaneo è stato necessario farlo al fine di permettere ai provider di scansionare le varie chat e i servizi di messaggistica per ricercare dei contenuti illeciti, soprattutto quelli legati alla pedopornografia.

Il 26 maggio scorso la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni ha deciso di deliberare a favore dell’uso volontario del controllo delle chat dei gestori che forniscono servizi online.

Il 6 luglio invece il Parlamento Europeo ha adottato la legislazione che consente il controllo delle chat.

La Commissione ha rimandato il progetto a settembre, causa la contrarietà degli intervistati

Il Parlamento Europeo ha deciso che per l’autunno di quest’anno cercherà di proporre una legislazione affinché il chat control venga reso obbligatorio per i vari provider sia della posta elettronica sia per messenger. Questo implicherà ovviamente che anche le crittografie end-to-end non saranno più sicure, quindi servizi di messaggistica come Whatsapp potranno essere sottoposti a chat control in maniera indistinta.

Se la Commissione ha deliberato a favore del controllo delle chat come mai il Parlamento Europeo deve attendere fino all’autunno per applicare l’obbligatorietà della chat control? Questo perché un’indagine della Commissione stessa ha rilevato che l’80% delle persone intervistata si è opposto a tale applicazione ai servizi end-to-end (anche perché la riservatezza delle conversazioni potrebbe venire meno a 360°).

Proprio per questa ragione la Commissione ha deciso di rimandare il progetto a settembre.

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