Quan Hongchan, medaglia (e cuore) d’oro: un gesto commovente nei confronti della madre

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aiutare madre malata

Sorpresa nella finale dei tuffi femminili singoli dalla piattaforma di 10m! A trionfare è la giovanissima atleta cinese Quan Hongchan, a soli 14 anni e 130 giorni, che aveva decisamente un motivo in più ad ispirarla nella sua formidabile prestazione, la mamma gravemente malata.

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Le olimpiadi più impegnative e impegnate (socialmente)

Tokyo 2020 sta dando spettacolo sia sportivo che umano. Le olimpiadi sono un susseguirsi di medaglie storiche e storici momenti, sportivi e no. L’ultimo, solamente in ordine cronologico, momento storico è senza dubbio la vittoria di Quan Hongchan nella finale femminile di tuffi singoli dalla piattaforma 10 m.

Se non è una novità che le atlete cinesi trionfino nella disciplina, è una novità che a farlo sia una ragazzina, indicazione solo anagrafica, di 14 anni, ma con la testa e con la motivazione della donna più caparbia.

Ché se a soli 14 anni e 130 giorni si ottiene 466.20 punti (punteggio più alto nella storia delle olimpiadi), piazzandoti davanti anche alla ben più quotata compagna di nazionale Chen Yuxi (425.40), bisogna essere o un talento fuori dal comune o avere una motivazione fuori dal comune.

record di punteggio

Pare infatti che la giovanissima abbia gareggiato soprattutto per la madre, gravemente malata, e che sia stata motivata, durante gli allenamenti e la gara, dalla necessità di pagarle le cure mediche.

Adesso con l’oro in disciplina e con tutto ciò che conseguirà a questa storica vittoria, la ragazza può permettersi le cure per la madre: “Le cure di mamma costano tanto, quindi sento che anch’io devo fare soldi, così posso mandarli a casa“.

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Ecco cosa fanno i campioni

Ma il buon cuore tra i tuffatori sembra essere una costante che unisce oltre la nazionalità.

Tom Daley che aveva stupito il mondo, mentre lavorava a maglia, ha appena confessato che il suo hobby ha anche un fine nobile. Tutto ciò che la star del nuoto riesce a ricavare con i suoi lavori è infatti devoluto alla ricerca contro il tumore al cervello, male che gli ha portato via il padre ormai 10 anni fa.

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