Bolsonaro come Trump: dalla guerra al sistema di voto alle indagini, cosa sta succedendo in Brasile

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Mentre si apre l’indagine per le dichiarazioni false sui brogli insiti nel sistema elettorale brasiliano, Bolsonaro adotta il metodo-Trump in vista delle elezioni. La lotta contro il voto elettronico, però, potrebbe costargli cara

Si avvicinano sempre di più le presidenziali brasiliane, che hanno come death line il 2022. Uno scontro aperto quello che si prospetta nel vasto paese sudamericano, e che potrebbe rivelarsi una partita tutt’altro che facile per l’attuale presidente in carica Bolsonaro. 

Il “Mito”, come lo chiamano i suoi sostenitori, non sta passando indubbiamente il migliore dei suoi momenti da presidente. Proprio l’altro ieri, infatti, un giudice della Corte suprema federale ha aperto un’inchiesta nei suoi confronti.

Il pomo della discordia, in questo momento, è il sistema elettorale vigente, ossia un sistema elettorale elettronico. A detta di Bolsonaro, che cavalca l’onda del metodo trumpiano, il sistema elettorale elettronico sarebbe falsato da alcune frodi. Accuse, queste, che di fatto non hanno un fondamento, e che hanno spinto il giudice Alexandre de Moraes ad aprire un’inchiesta nei confronti del presidente in carica.

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Bolsonaro come Trump: è guerra al sistema elettorale

In Brasile il sistema di votazione con scheda elettronica è stato istituito circa 25 anni fa. Un cambiamento che, se da un lato è stato accolto favorevolmente, dall’altro ha anche numerosi detrattori che propongono di ritornare al sistema elettorale cartaceo che, per intenderci, è quello che attualmente adottiamo in Italia. Fra i detrattori del sistema informatico c’è Bolsonaro, che recentemente è tornato alla carica muovendo una guerra contro l’attuale sistema.

Le sue intenzioni, infatti, “a costo di violare la Costituzione vigente” come lui stesso ha dichiarato, è quello di tornare al sistema di votazione cartacea, ritenuto “più sicuro”, in quanto “verificabile”.

Una polemica accesissima, quella sul voto, su cui il presidente verde-oro non è disposto ad arretrare di un centimetro, polemizzando apertamente contro le due principali corti del Paese, la Corte Suprema (Stf) ed il Tribunale Superiore Elettorale (Tse).

Intenzioni, queste, ufficializzate in un’intervista bomba rilasciata al programma radio brasiliano ‘Os Pingos nos Is’, che, come riporta Il Giornale, è uno dei pochi media con cui Bolsonaro ha rapporti “civili”.

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In questa occasione il Presidente del Brasile ha annunciato di voler agire “al di fuori della Costituzione” in risposta alla guerra lanciata dal giudice de Moraes di aprire un’inchiesta nei suoi confronti per l’attacco lanciato al sistema elettorale.

Le accuse, a detta del togato, non sono da poco: “abuso di potere politico ed economico”, verificatosi a seguito delle denunce di importanti (e soprattutto presunti) brogli elettorali che sarebbero stati possibili con un sistema di votazione di questo tipo.

“Alexandre de Moraes ha aperto un’inchiesta basata sulla menzogna accusandomi di essere un bugiardo: è un’accusa molto grave, tanto più che l’inchiesta non ha nessun fondamento giuridico”, denuncia Bolsonaro, che prosegue “Questo tipo di indagine è prevista dalla Costituzione? No, non lo è. Quindi anche l’antidoto che ho pronto per controbattere non si trova dentro le quattro righe della Costituzione che lui, un dittatore, probabilmente non ha neanche letto”. 

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In aperto sostegno di Bolsonaro il figlio Eduardo, che, presente durante l’intervista, ha illustrato quello che potrebbe essere il possibile piano d’attacco del governo. L’intenzione, a quanto si apprende, è quella di appoggiare la bozza di legge attualmente in discussione in Parlamento finalizzata al ritorno, entro il 2022, al voto cartaceo, con l’intenzione di far votare direttamente alla Camera.

Difficile, tuttavia, credere che si tratti di una “semplice” lotta per la trasparenza del voto. Come ha evidenziato Dagospia, infatti, questa strategia altro non è se non una riproposizione del “metodo Trump”.

Per paura di perdere le elezioni, infatti, Bolsonaro “mette le mani avanti sul sistema elettronico”, scrive il sito. Che Bolsonaro e Trump possero accomunati da visioni, intenti e metodi non è cosa nuova, ma questa volta il presidente verde-oro adotta a tutti gli effetti la strategia messa in campo dal tycoon negli ultimi mesi del suo mandato presidenziale.

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Si rafforza la posizione di Bolsonaro in Brasile

Ma se giustizia, stampa e opposizione sembrano essere intenzionati ad una guerra aperta contro il presidente in carica, che ha non poche gatte da pelare fra l’inchiesta del giudice e quella sulla creazione di una macchina genera-fake news, la posizione politica di Bolsonaro sembra essersi ulteriormente rafforzata negli ultimi giorni.

Strategica, infatti, l’alleanza messa in piedi con l’ala centrista “centrao”attraverso la nomina del centrista Ciro Nogueira come ministro della Casa Civil, ossia l’incarico governativo maggiormente influente in Brasile.

Una mossa indubbiamente astuta ma che, viene spontaneo chiedersi, chissà se basterà a fornirgli supporto in questa battaglia sul sistema elettorale che non ha vie di mezzo: o potrebbe costargli molto cara o potrebbe rivelarsi un vero e proprio terno al lotto.

 

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