Caso Denise Pipitone, una nuova clamorosa ipotesi su cosa potrebbe esssere accaduto

Ancora una nuova e incredibile ipotesi sulla scomparsa di Denise Pipitone: l’ex PM suggerisce che potrebbe essere stata portata in Tunisia con documenti falsi sopra un balcone.

Le indagine prendono un’altra rotta

Stavolta sembra proprio il caso di dire che le indagini più che prendere una piega inaspettata hanno proprio imbarcato un’altra rotta!

Il caso, riaperto la scorsa primavera, grazie ad una serie di dichiarazioni altisonanti e false, ha portato nuove indagini e soprattutto nuove ipotesi.

LEGGI ANCHE => Denise Pipitone, 17 anni dopo: “Una luce di speranza”

L’ex pm Maria Angioni, nonostante il 23 dicembre dovrà rispondere di false informazioni ai pm, aveva suggerito un’ipotesi, che adesso è stata riconfermata.

Il giorno dopo la scomparsa della piccola Denise, l’1 settembre 2004, un barcone partiva, direzione Tunisi, con a bordo una bambina i cui documenti erano decisamente fasulli.

LEGGI ANCHE => “Un triste momento”: un nuovo grande dolore per la madre di Denise Pipitone

Se ne è parlato a ‘Quarto Grado’, grande casa di risonanza per la teoria della PM, che vuole che il 2 settembre 2004, due persone residenti a Mazara, con iniziali FK e AZ, si siano imbarcate per Tunisi con la motonave D’Abundio con una bambina, nata a Ragusa e con iniziali SS. Purtroppo questa bambina non esiste, mediante una ricerca effettuata con un codice fiscale estrapolato.

Denise Pipitone

Ma come si può permettere ad una bambina che non esiste, con documenti falsi di partire?

Secondo la Angioni “Grazie anche a questo grande interesse mediatico  le persone mi hanno indicato degli spunti e ricordato, indicato, fatto avere dei documenti. Con quelle generalità non esiste nessuna bambina. Però, cribbio, il giorno prima ti scompare Denise Pipitone e tu la bambina del ’97 nata a Ragusa controlli se esiste veramente. Poi magari si scopre che esiste ma dai piccoli controlli che ho fatto io non esiste”.

Già all’epoca della scomparsa gli inquirenti aveva portato le loro indagini verso il mare, controllando però solo le grandi imbarcazioni e pescherecci, ma non i barchini.

Questa ipotesi troverebbe conferma anche nelle dichiarazioni, nuovamente interpretate, di Battista della Chiave, testimone audioleso, che ha in effetti raccontato degli spostamenti della piccola, prima su un motorino e poi su un barchino.

 

Gestione cookie