Caro gas, il lockdown energetico fa paura: di cosa si tratta e il precedente

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In questi giorni uno dei temi che occupano maggiormente il dibattito pubblico non può non essere l’enorme aumento del prezzo del gas. 

Una roba senza precedenti, come l’ha definita il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani in riferimento al gas a 300 euro per megawattora. Chiaramente, in questo modo gli italiani rischiano di ritrovarsi con rincari pazzeschi sulle bollette.

Il governo Draghi ha già ipotizzato lo stanziamento di 10-15 miliardi per calmierare i costi in bolletta, specialmente per le fasce più deboli. Ma appare fin troppo evidente come questa cifra non sia affatto sufficiente. Per questo, già a Natale i cittadini italiani potrebbero dover fare i conti con delle bollette salatissime. 

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Come spiegato da Edoardo Beltrame al quotidiano “Il Giornale”, l’Italia sta correndo velocemente verso quello che viene tecnicamente definito “lockdown energetico”.

Beltrame, che si occupa di energia da mezzo secolo, ricorda quanto accaduto a cavallo tra il 1973 e il 1974, quando l’assenza del petrolio dopo la guerra del Kippur scatenò un rincaro tale da costringere l’allora governo Rumor a stabilire il divieto di circolazione delle auto nelle domeniche per ben cinque mesi.

L’Italia può evitare lo shock, ma il “lockdown energetico” è possibile

I rialzi degli ultimi giorni del costo del gas, arrivati anche a 40 euro al giorno, preoccupano fortemente. Il tutto sembra dovuto ad un forte rialzo del Pil (superiore al previsto), l’inverno estremamente rigido nei paesi nordeuropei che ha portato all’accensione del riscaldamento anche ad aprile e alcune problematiche insorte negli impianti di produzione in Norvegia e Australia.

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Per farla breve, con un altro inverno rigido si rischia davvero lo shock, anche se in Italia dovremmo evitarlo: “La nostra legge impone un livello minimo del 98%, pena rischio di sanzioni”, ricorda la fonte.

Ciò non toglie che l’idea del lockdown energetico è tutt’altro che irreale. “Nel 2020 il prezzo previsionale a megawattora per la fascia energetica F1 (la più cara, ndr) era di 43 euro. La previsionale di dicembre è di 380, altro che i 300 euro ipotizzati da Cingolani”, aggiunge il broker al “Giornale”.

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