Cacciati dalla propria terra per costruire allevamenti: il dramma di una delle tribù più isolate del mondo

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Recentemente sono state pubblicate delle nuove immagini aeree che rivelano una storia drammatica: le terre di una delle tribù più isolate e vulnerabili del mondo sono state invase e distrutte per incrementare l’allevamento di bovini.

L’invasione di questa porzione di terra è una più che palese violazione di un ordine di protezione del territorio emanato a Settembre, valido per sei mesi, che vieta l’accesso ai territori indigeni Piripkura.

È stato accertato che solo due membri della tribù brasiliana Piripkura abitano attualmente sul territorio, ma si pensa che molti altri siano stabiliti lì, nei recessi più remoti della foresta. Sfortunatamente, la tribù è stata vittima di diversi massacri nel tempo, e solo in pochi sono sopravvissuti ad oggi. 

Le riprese aeree sono state portate avanti lo scorso mese dal COIAB (Coordinating Body of Indigenous Organizations of the Brazilian Amazon) e dall’OPI (Observatory for the Human Rights of Uncontacted and Recently Contacted Indigenous Peoples) entrambi enti volti alla protezione delle organizzazioni tribali, locali e mondiali.

“I territori indigeni e i Piripkura sono estremamente a rischio”, il grido d’aiuto della popolazione

Gli enti hanno organizzato una campagna con petizione chiamata “Uncontacted or Destroyed“, ovvero “Incontattati o Distrutti”, volta alla sensibilizzazione e protezione di queste piccole comunità.

A sostegno della campagna è stato rilasciato un dossier dal titolo “Piripkura: un terrirorio indigeno distrutto per l’allevamento bovino“. Il documento rivela che i disboscamenti per l’allevamento del bestiame hanno raggiunto il territorio attualmente abitato dai Piripkura.

Sono già state costruite strade, recinti, una pista d’atterraggio e centinaia di bovini sono stati trasportati sul luogo. Inoltre, la velocità di deforestazione è aumentata del 27% degli ultimi due anni.

L’OPI ha pubblicato un report sull’invasione delle terre dei Piripkura. La loro ricerca ha rivelato che il loro territorio è adesso il più deforestato tra i territori indigeni in Brasile. Sono stati distrutti più di 12.000 ettari di foresta.

Rita, l’unico contatto raggiunto con i Piripkura, ha raccontato la situazione in una video intervista (che vi proponiamo di seguito) per Survival International.

La donna ha spiegato che degli stranieri hanno invaso illegalmente il territorio della sua gente e presto potrebbero uccidere i suoi parenti; ha descritto come nove di questi siano già stati massacrati in un singolo attacco.

Sarah Shenker, capo della campagna di Survival, ha dichiarato: “Non ci può essere prova più palese di questa, della totale impunità di cui gli invasori terrieri godono grazie al Presidente Bolsonaro: allevamento commerciale in un territorio indigeno di vitale importanza che dovrebbe essere tutelato dalla legge. Gli invasori si stanno velocemente avvicinando ai Piripkura ancora incontattati. Stanno resistendo come possono, e dobbiamo farlo anche noi”.

Solo un grido pubblico può fermare il genocidio dei Piripkura e altre tribù indigene. Un bonus extra? Un metodo per proteggere la foresta pluviale Amazzonica sicuramente più efficace e meno costoso delle ‘soluzioni’ proposte dai governi al COP”.

Elias Bigio, dell’OPAN, ha dichiarato: “L’area che abbiamo sorvolato è stata ripulita per l’allevamento bovino. L’hanno già deforestata e la stanno trasformando in pascolo per il bestiame”.

L’OPI ha puntato il dito contro il Presidente Bolsonaro: “I territori indigeni e i Piripkura sono estremamente a rischio. È la stessa cosa successa ad altre tribù – la distruzione è conseguenza dell’Effetto Bolsonaro, ed è accelerata dal 2019″.

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