A che ora mandare a letto i bambini? Insegnante svela online il segreto in base all’età

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Un insegnante ha condiviso online una guida su quando mandare a letto i figli, scatenando un acceso dibattito online (ché ogni genitore ne sa più di un altro, è inutile dirlo).

Se si è genitori, si è sicuramente riflettuto a lungo su queste due domande: quando mandare i figli a dormire e quante ore devono dormire per svegliarsi bene il mattino seguente?

A quanto pare un insegnante della Wilson Elementary School (negli Stati Uniti) ha trovato le risposte ed ha steso una guida dettagliata degli orari di sonno in base all’età del bambino e a che ora devono svegliarsi. Per esempio, afferma che un bambino di sette anni che deve alzarsi alle 7.00 del mattino dovrebbe andare a letto alle 20.15, mentre uno di 10 anni che deve svegliarsi alle 6.30 deve andare a letto alle 20.30.

La tabella orari che ha fatto parlare i genitori di tutto il web

Il post non è recente, ma è rimasto fonte di discussione online. La prima a condividerlo è stata Stacy Karlsen, che dichiarò a Fox6Now: “Per me è stato uno shock (sapere che il post era stato condiviso così tanto). Non me lo sono inventata. L’ho trovato per caso nella mia pagina personale e ho pensato ‘Wow, è davvero utile‘”.

Stacy non è il solo genitore a pensarla così. Una mamma ha usato la tabella per “giustificare” gli orari che aveva scelto per i suoi figli. Un’altra dice: “Ho quattro figli – mi criticano molto per la scelta degli orari per andare a letto”.

Un altro genitore afferma: “Ho iniziato ad imporre degli orari anni fa, in base a quanto sonno serve… Sono felice che questa tabella sia d’accordo con gli orari già scelti“.

Alcuni genitori sono meno contenti. Una mamma ha criticato: “Non siamo nell’esercito e se li mandassi a letto alle 7 ogni sera, si sveglierebbero alle 4 del mattino. No grazie. E poi non riuscirei mai a passare del tempo con loro dopo la scuola”.

Un altro ha commentato: “Scusate, ma questa tabella è assurda. Chi mette i figli a dormire alle 18.45?”.

Un argomento davvero discusso, insomma.

Ogni genitore la pensa in maniera diversa in base alle proprie esigenze ed esperienze, che non sempre possono rientrare in una rigida tabella (come quella che vi proponiamo in coda).

Voi che ne pensate?

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