Freddie Mercury continua a pensare ai suoi amici a Natale: ecco come

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La generosità di Freddie Mercury è conosciuta da tutti, anche dal pubblico che non è propriamente fan del grande cantante, e la cosa figura in molte sue biografie e nelle autobiografie di chi gli stava vicino.

Freddie Mercury era molto avvezzo a fare regali ai suoi più grandi e stimati amici, come raccontato nell’autobiografia di Jim Hutton, il suo ultimo compagno. E la cosa è confermata anche da altri artisti, come ad esempio il grande amico di sempre Elton John.

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Questo lato di Freddie Mercury emerse in prossimità della sua morte (avvenuta il 24 novembre 1991). Stando alle parole del cantante di ‘Rocketman’, quando fece visita a Freddie negli ultimi giorni della sua vita, lo trovò a letto mentre era intento a fare acquisti.

“Era circondato da cataloghi di opere d’arte e mobili giapponesi, interruppe la telefonata con la casa d’aste: ‘Tesoro, ho appena comprato questo, non è meraviglioso?’”. A quel punto Elton John si chiese se Freddie non si rendesse conto di essere ormai vicino alla morte o se continuasse a essere se stesso nonostante quanto gli stesse accadendo.

Eppure in quel momento particolare, ovvero mentre Freddie si trovava alle prese con le case d’aste, c’era in realtà una generosità sottintesa. Perché quegli oggetti non erano per la sua splendida casa, ma erano oggetti che sarebbero stati inviati a Natale per i suoi amici. Compreso Elton.

Una tradizione che non si ferma da 30 anni

Infatti Freddie Mercury aveva pensato a tutto in vista della sua morte, infatti ogni anno per Natale i suoi amici continuano a ricevere i doni che il grande cantante aveva pensato e comprato per loro.

E questo va avanti da 30 anni. La vigilia di Natale infatti dai magazzini Fortnum&Mason di Piccaddilly partono, in modo discreto, dei fattorini che recapitano dei regali e dei cesti natalizi ai vecchi amici della voce dei Queen.

Questo suo aspetto generoso e particolare è stato confermato anche da Peter Freestone, suo collaboratore e amico intimo: “Se incontrava qualcuno che gli piaceva, tirava fuori un piccolo libro e aggiungeva il suo compleanno. Voleva assicurarsi di non dimenticarsi nessuno. Era un vero gentiluomo”.

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