“Ho avuto l’onore di incontrarla”: ecco chi è Piera Aiello, protagonista della seconda puntata di Insider

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Stasera alle 21:45 andrà in onda su Rai Tre la seconda puntata di ‘Insider. Faccia a faccia con il crimine‘, il programma di Saviano che indaga l’universo sotterraneo del criminalità organizzata, attraverso racconti e testimonianze di pentiti, agenti infiltrati e persone che, per un motivo o per un altro, hanno avuto a che fare con la malavita.

Roberto Saviano

Dopo la terapia d’urto della prima puntata, lo scrittore infatti si è trovato faccia a faccia con la collaboratrice di giustizia Anna Carrino, 30 anni compagna di Francesco Bidognetti, il boss dei Casalesi che ha minacciato lo stesso Saviano costringendolo alla vita sotto scorta, è lo stesso Saviano a svelarci su Instagram chi sarà ospite di ‘Insider’ stasera:

“Al Festival di Sanremo ho raccontato la vicenda di Rita Atria, una ragazza siciliana che si ribellò alle logiche mafiose diventando, a 17 anni, la più giovane testimone di giustizia italiana. A sostenerla in questo percorso c’era una donna, anche lei giovanissima, anche lei testimone di giustizia, una donna di straordinario coraggio che ha denunciato gli assassini del marito. Questa donna è Piera Aiello, e io ho avuto l’onore di incontrarla: è lei la protagonista della seconda puntata di #Insider”.

In quel monologo sul palco dell’Ariston si parlò anche di come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, soprattutto lui, furono definiti “professionisti dell’Antimafia“, insomma persone in cerca di una scorciatoia per fare carriera, senza impegnarsi veramente nella lotta alla mafia. Ma sappiamo bene che non fu così.

La storia di Piera Aiello permetterà quindi di riprendere quel discorso interrotto qualche settimana fa, ricordando così il giudice Borsellino, di cui proprio quest’anno ricorrono anche i trent’anni dalla morte, perché fu Borsellino ad accompagnare Piera Aiello nel suo percorso di testimonianza. Insieme alla cognata, Rita Atria, a 17 anni la più giovane testimone di giustizia italiana e poi suicidatasi dopo aver scoperto la morte del giudice. Ma la vita aveva in serbo per Piera molto altro.

Piera Aiello e la sua ribellione contro la mafia

Nata a Partanna, un piccolo paesino in provincia di Trapani, nel 1967, già a 14 anni Piera scopre la mafia, incontrando quello che sarà il suo futuro marito, Nicola Atria, tre anni più grande di lei: non voleva sposarlo, non era nei suoi piani, è stato solo un primo invaghimento molto sfortunato e dalle conseguenze inimmaginabili per una ragazzina di soli 14 anni.

Piera Aiello

Nicola, infatti, è il figlio del boss locale Vito Atria e sarà proprio lui a forzare le nozze; nessuno osa dire di no al boss: ” Quando decisi di lasciare il mio ragazzo dopo due ore esatte Don Vito si presentò a casa mia, affermando che in qualsiasi posto sarei andata, sarei stata sua nuora. Mi stava minacciando, che se non avessi sposato il figlio lui avrebbe ucciso la mia famiglia”, ha raccontato Piera in un’intervista rilasciata a Fanpage.

Così Piera si sposa nel 1985, ma nove giorni dopo il matrimonio, arriva la notizia della morte di Vito Atria, ucciso in un agguato tra vecchie e nuove famiglie mafiose, nella sanguinosa faida intestina di Partanna. Qualche anno dopo, però, è il turno di Nicola, anche lui freddato da alcuni colpi di pistola, sotto gli occhi pietrificati di Piera e di sua figlia di soli tre anni. Così la Aiello decide di cambiare vita, denunciando i killer di suo marito e collaborando con la polizia e la magistratura. Non era questo il futuro che immaginava per lei e per la sua bambina.

Vivere da collaboratrice di giustizia però non è semplice, senza più la sua identità, lontana dalla sua famiglia e dal paesino che l’ha vista crescere, sposarsi e cambiare, lontana da quella mafia che le aveva condizionato la vita fin da ragazza: “Vedova di un mafioso, vestita a lutto come impongono le regole della mia terra, con una bimba di tre anni da crescere e una rabbia immensa nel cuore – ha raccontato Piera sempre a Fanpage – “In quel momento il destino ha messo un bivio lungo il mio percorso: dovevo scegliere quale futuro dare a mia figlia Vita Maria”.

E nel destino di Piera ci fu anche Paolo Borsellino: “Mi ha preso sottobraccio e mi ha piazzato davanti ad uno specchio. Mi disse di rivolgermi a lui come “zio Paolo“. Da allora per me, per mia figlia e per Rita Atria, è diventato zio Paolo”.

Ma poi la svolta: dopo 27 anni d’anonimato e paura arriva una proposta inaspettata. Alle elezioni politiche del 2018 viene eletta alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Trapani-Marsala per il Movimento 5 Stelle, dopo tanto tempo Piera ha di nuovo la sua vita in mano, malgrado non abbia potuto mostrarsi né fare comizi durante la campagna elettorale di quell’anno; era ancora troppo presto, era ancora troppo rischioso.

Una carriera politica insolita la sua, iniziata nell’ombra ma proseguita poi con gran successo e fierezza. Ora la Aiello non è più una pentastellata, ha abbandonato il Movimento 5 stelle nel 2020 passando al Gruppo Misto, ma resta la prima parlamentare nella storia della Repubblica Italiana con lo status di testimone di giustizia. E stasera racconterà la sua storia fatta di perdita, dolore e rivincita a Roberto Saviano.

 

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