In carcere negli Emirati senza capi d’imputazione: l’assurda vicenda di Andrea Giuseppe Costantino

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È trascorso quasi un anno da quando Andrea Giuseppe Costantino, trader milanese del petrolio, è stato arrestato e condotto ad Abu Dhabi nel carcere di Al Wathba. Eppure sulle ragioni che hanno portato alla sua incarcerazione ancora non si sa nulla.

andrea giuseppe costantino

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E’ il 21 marzo 2021. Andrea e la moglie Stefania, con la figlioletta di tre anni, si trovano a Dubai, quando nella hall dell’albergo Andrea viene tratto in arresto e condotto ad Abu Dhabi.

La moglie Stefania racconta quei momenti come si racconta un incubo: “Saranno stati una decina, vestiti con tuniche bianche, alcuni con la divisa”.

Ma che cosa è successo? Perché Andrea è stato arrestato? Nessuno lo sa, nemmeno il suo avvocato arabo e tantomeno la Farnesina, che ammette: “Non è stato possibile appurare i capi d’imputazione”.

Nel carcere di Al Wathba la vita di Andrea non è per nulla facile. Appena cinque mesi dopo l’arresto, l’ex-vicesindaco di Arese è stato costretto a fare a botte con altri detenuti ed è finito in infermeria. Secondo quanto denunciato, la rissa sarebbe stata organizzata dalle guardie carcerarie per il loro divertimento.

Nell’arco di un anno Andrea Giuseppe Costantino ha perso 30 chili e la preoccupazione della moglie Stefania continua ad aumentare ogni giorno da quell’arresto.

Ma dove sarebbero da ricercare le ragioni di quell’arresto? Le ragioni potrebbero essere di carattere prettamente politico ma le tensioni tra Italia ed Emirati sono molto complesse per essere sviscerate in maniera chiara ed esaustiva.

L’embargo che il nostro governo ha applicato agli Emirati la è stato accolto molto male, soprattutto dal principe ereditario del Paese.

Altre ragioni sarebbero da ricercare nel fatto che nel 2015-2016 Andrea Giuseppe abbia inviato alcune forniture di gasolio allo Yemen, nel cuore della guerra civile, quando entrarono in scena anche gli Emirati Arabi Uniti a fianco dell’Arabia Saudita.

Ci sarebbe persino l’accusa di terrorismo dietro all’arresto di Costantino

Secondo l’accusa si sarebbe delineato un problema di sicurezza nazionale e addirittura l’ipotesi che Costantino potesse aver indotto atti terroristici.

Ma circa questa accusa la moglie risponde in maniera netta: “Ma quale terrorismo? Non c’è nulla di più distante da Andrea. Lui è uno di quelli che paga in anticipo anche le multe per divieto di sosta. Figuriamoci se va a favorire il terrorismo”.

La situazione di Andrea al momento è ancora in piena fase di stallo, a distanza di un anno, non ci sono formalizzazioni di alcuna accusa nei suoi confronti e la Farnesina sembra navigare in alta marea.

“Possibile che l’Italia non riesca a farsi spiegare i motivi per i quali un suo cittadino si trova in carcere da un anno?” dice Stefania: “Supplico i politici di fare qualcosa”.

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