Il conflitto in Ucraina colpisce anche gli italiani: la paura nei dati del sondaggio

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L’analisi realizzata dalla sondaggista Alessandra Ghisleri mostra dati allarmanti sulla paura degli italiani che, dopo il Covid, vivono il timore della guerra alle porte e tutte le conseguenze che quest’ultima, su lunga durata, porterà

Dati che non lasciano spazio a grande margine di interpretazione quelli forniti da Alessandra Ghisleri, una delle più note sondaggiste italiane nonchè direttrice di Euromedia Research.

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In un’articolo pubblicato per La Stampa, la Ghisleri ha reso noti i risultati dei sondaggi effettuati su un campione di italiani circa il conflitto fra la Russia e l’Ucraina, inerenti sia i sentimenti che le aspettative rispetto al conflitto in atto.

La situazione preoccupa, e non poco, i nostri cittadini, che nella maggioranza si sentono toccati dal conflitto alle porte dell’Europa e non indifferenti a quanto sta accadendo negli ultimi giorni.

Vediamo nel dettaglio i dati e cosa è emerso dalla ricerca e quali sono gli aspetti maggiormente significativi dal punto di vista numerico.

L’87,8% degli italiani ha paura del conflitto in Ucraina: cosa è emerso, nel dettaglio, dal sondaggio

Sia sulla Stampa che in occasione di un’intervista a Mattino 5, la Ghisleri ha rivelato il “sentiment” degli italiani riguardo il conflitto in corso.

“Tra i cittadini italiani che stiamo monitorando è risultato che l’Unione Europea ha avuto un ruolo troppo marginale, poco unito”, ha commentato la sondaggista.

Una sensazione, questa, spiega la Ghisleri, alimentata dalla mancanza di percezione di un’azione comune, sentita come assente se non per quanto riguarda “il rifornimento di armi e il sostegno ma non per il fronte economia e soprattutto il risvolto energetico, e su questo sono molto critici”, ha chiarito.

Su La Stampa, i dati, parlano chiaro: l’87,8% della popolazione italiana si dice fortemente preoccupata per il conflitto.

Un dato, questo, che cresce con l’aumentare dell’età. Se fra i giovani, infatti, si sfiora l’80%, salendo fra gli over 65 il dato raggiunge il 96,1%. Dunque quasi la totalità degli intervistati.

Cosa pensano gli italiani della durata del conflitto in Ucraina

Per quanto riguarda, invece, la durata, i dati sono molto interessanti. Più che un’effettiva visione lucida, infatti, emerge un dato di speranza.

Per il 41,1% dei cittadini le loro aspettative convergono con la speranza che il conflitto duri poco, giusto qualche settimana (21,3%), o, al massimo, come scrive la sondaggista, fino a quest’estate (19,8%).

Più bassa la percentuale totale dei cittadini che ritengono che il conflitto, invece, avrà una durata decisamente maggiore: il 32% ritiene che possa durare più di un anno.

Gli italiani hanno paura di ripercussioni personali nel conflitto?

Ben l’86,6% degli italiani si sente direttamente coinvolto rispetto alle possibili conseguenze della guerra fra la Russia e l’Ucraina.

Nello specifico, scrive la Ghisleri, “[…] il 37,9% nel percorso di guerra e il 36,6% a livello economico”.

Una percentuale decisamente più bassa, invece, il 6,6%, ritiene che il conflitto possa interessare i nostri confini, e il 5,7% si sente, ovviamente, già implicato nelle dinamiche avendo parenti o amici sia in Ucraina che in Russia.

Gli italiani sono favorevoli all’intervento in Ucraina?

La maggioranza degli italiani, il 59,5%, si è dichiarata contraria a un intervento diretto da parte delle nostre truppe, ma si sono invece detti estremamente favorevoli all’esclusione della Russia dal circuito di pagamenti swift (62,8%).

Riguardo le sanzioni, invece, il paese si divide a metà. Il 45% condivide questo tipo di risposta, contro il 35,2% che non ritengono tali misure efficaci.

La fiducia degli italiani nel governo

Compatto, invece, l’indice di fiducia nei confronti del premier Mario Draghi, che si attesta al 52,6%, ossia il 5,8% in più dal dato analizzato il 16 febbraio.

L’emergenza, dunque, che oramai è diventata la normalità, sembra essere l’unico collante di una maggioranza e di un’opinione pubblica che, dinanzi al continuo stato emergenziale, non può fare altro che rimanere compatta.

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