Se gli esseri umani fossero progettati per sopravvivere agli incidenti stradali: ecco come saremmo

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Ogni anno muoiono circa 165mila persone a causa di incidenti stradali e le aziende automobilistiche hanno fatto di tutto, nel corso degli anni, per rendere i loro veicoli il più sicuri possibile.

Tuttavia potrebbe esserci un altro modo per sopravvivere ad un incidente fatale, e cioè un evoluzione del genere umano atta a donarci delle nuove caratteristiche, grazie alle quali potremmo dire addio a cinture di sicurezza e limiti di velocità. A discapito, però, della bellezza.

La Transport Accident Commission ha realizzato Graham, la scultura del prototipo perfetto di essere umano, per far comprendere quanto il corpo umano sia effettivamente vulnerabile quando coinvolto in un incidente stradale.

Secondo quanto riportato dal ‘Daily Star’, Graham è stato creato dopo mesi di ricerche, condotte da un chirurgo traumatologo e un investigatore assicurativo, e grazie al lavoro dell’artista Patricia Piccinini, che ha creato la scultura.

Le sue fattezze sono davvero inusuali, ma sono ciò di cui gli esseri umani avrebbero bisogno per sopravvivere se non avessimo dispositivi di sicurezza sulle nostre auto. Il cranio di Graham, per esempio, è stato progettato per assorbire gli impatti, come un casco.

Cranio più spesso, airbag tra le costole e giunture extra: ecco come dovrebbe diventare un essere umano

La struttura del cranio è più larga, con al suo interno delle zone adibite alla deformazione, per assorbire gli impatti sul parabrezza. Queste aree aiutano a rallentare la velocità -e di conseguenza la forza- dell’impatto alla testa, coadiuvando il ruolo del cranio di proteggere il cervello da danni.

Il cervello di Graham è anche protetto da un cranio più largo e spesso con più fluido cerebrospinale e un maggior numero di legamenti, che aiutano a sostenere il cervello in caso di collisione. Il naso è di grandezza ridotta e le orecchie sono protette sia dal cranio che dal collo.

Tessuto grasso è stato aggiunto in parti sporgenti come gli zigomi e simili, per assorbire l’impatto e minimizzare traumi e fratture ossee. Lo stesso rafforzamento è stato fatto alle costole: il petto è largo come un barile ed è progettato per funzionare più come un airbag che uno scudo.

Tra le costole sono posizionate delle sacche, proprio come degli airbag; al momento dell’impatto questi ne assorbono la forza aumentando la protezione al cuore e agli altri organi vitali.

Anche le gambe sono state riprogettate, dato che queste sono una delle parti più vulnerabili del corpo e di cui non possiamo fare a meno per la vita giornaliera. Soprattutto per proteggere gli stinchi -che non hanno cuscinetti di grasso a proteggerli-, le gambe di Graham sono state costruite come degli zoccoli, con articolazioni extra che aiutano ad allontanarsi velocemente dai pericoli.

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Su Graham, l’amministratore delegato della TAC Joe Calafiore ha dichiarato: “Le macchine si sono evolute molto più velocemente degli umani e Graham ci può aiutare a capire perché bisogna migliorare ogni aspetto del nostro sistema stradale per proteggerci dai nostri stessi errori”.

“Le persone possono sopravvivere schiantandosi in corsa contro un muro, ma se parliamo di collisioni che involvono veicoli, le velocità sono molto più elevate, le forze d’impatto maggiori e le possibilità di sopravvivenza si riducono di molto”.

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