“In orbita siamo una sola squadra”: la storia dell’astronauta USA minacciato di essere abbandonato nello spazio

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Un astronauta della NASA tornerà finalmente a casa quest’oggi, Mercoledì 30 Marzo, dopo aver ricevuto delle minacce da parte della Russia.

L’astronauta in questione è Mark Vande Hei, 55 anni, che rientrerà dalla Stazione Spaziale Internazionale sul veicolo spaziale russo ‘Soyuz’.

All’arrivo della notizia delle sanzioni imposte alla Russia dopo l’invasione, da parte del suo esercito, del territorio ucraino, l’agenzia spaziale russa gli ha fatto intendere che lo avrebbero lasciato indietro, impedendogli di tornare sul suolo terrestre.

Il capo dell’agenzia Roscosmos Dmitry Rogozin aveva già pubblicato, il 13 Marzo, un inquietante video nel quale figuravano gli altri due astronauti durante il viaggio di ritorno, ma senza la presenza di Hei.

La missione spaziale

La missione spaziale di cui si parla è iniziata il 5 Aprile 2021, quando l’astronauta della Nasa Vande Hei e il russo Pyotr Dubrov sono partiti in direzione della SSI. Il terzo compagno russo Anton Shkaplerov è partito a bordo di un Soyuz MS-19 soltanto in seguito, il 5 Ottobre 2021.

I tre astronauti hanno trascorso questi mesi (quasi un anno, per Hei e Dubrov) a bordo della SSI (Stazione Spaziale Internazionale), che orbita, alla distanza di circa 250 miglia, intorno al nostro pianeta Terra. Gli astronauti sono stati incaricati di condurre delle ricerche sulla genetica del cotone e di raccoglimento dati. Secondo il programma stabilito, la missione termina il 30 Marzo, ovvero nella giornata di domani.

Per il viaggio di ritorno, i tre astronauti dovranno prima staccarsi dal modulo Rassvet, poi il Soyuz continuerà la sua discesa assistita con un paracadute, che terminerà sulla steppa del Kazakistan. All’atterraggio Vande Hei tornerà nella sua casa a Huston, mentre i compagni voleranno alla loro base a Star City, in Russia.

“In orbita siamo una sola squadra”

Nonostante le ‘frecciatine’ lanciate dalla base russa, i tre colleghi non si sono lasciati influenzare dalla situazione; anzi, durante la cerimonia di cambio del comandante di ieri, Shkaplerov ha raccontato con gusto alcuni episodi vissuti in questi mesi: “Dei satelliti hanno provato ad ucciderci ma abbiamo lavorato sodo insieme“, ha scherzato.

Poi, in merito alle tensioni tra Russia e Stati Uniti, ha aggiunto: “Le persone hanno problemi sulla Terra. In orbita, siamo una sola squadra“.

Le minacce della Russia… tutto fumo?

Il 13 Marzo il direttore generale del Roscosmos Dmitry Rogozin non si era affatto risparmiato nella sua ‘dimostrazione di forza’. Ha pubblicato un video online dove si vedono chiaramente i suoi due astronauti che salutano il collega americano, per poi partire con un allegro sottofondo musicale e il testo “Farewell” (addio ndr).

Non si sono però fermati qui: hanno anche mostrato il segmento russo della SSI staccarsi dal resto della struttura; un evento simile causerebbe il crollo del laboratorio spaziale di ben 450 tonnellate. Rogozin ha inoltre accompagnato il tutto con un post su Twitter in cui ha sottolineato che la SSInon viaggia sopra la Russia, quindi tutti i rischi sono vostri“, riferendosi agli USA in particolare.

Fortunatamente si è trattato solo di parole: la rotta della stazione spaziale passa proprio sulle regioni meridionali della Russia, il tweet serviva soltanto a spaventare i media occidentali. In una successiva dichiarazione, la Roscosmos ha chiarito di non avere alcuna intenzione né di lasciare Hei sulla SSI né di sganciare il loro segmento dal laboratorio.

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