Saman Abbas, clamoroso risvolto: sono sue le ossa umane ritrovate in un sacco di plastica?

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A Maranello, in provincia di Modena, è stata fatta oggi una scoperta inquietante: all’interno di un sacco di cellophane sono stati ritrovati i resti di alcune ossa umane. Il ritrovamento è avvenuto sull’argine del fiume Tiepido, un passante ha avvistato il sacco ed ha avvisato i Carabinieri.

I resti -che comprendono un teschio e qualche altro frammento osseo- sono stati affidati ai medici legali, che li analizzeranno per identificarne il dna e compararlo con quello di alcune tra le persone scomparse segnalate negli ultimi mesi. Intanto l’ipotesi al momento più plausibile è che, all’interno del cellophane, siano stati contenuti i resti di Saman Abbas, una giovane 18enne scomparsa quasi un anno fa, il 30 Aprile 2021 a Novellare (in provincia di Reggio Emilia).

A portare a questa più plausibile conclusione è stato il ritrovamento, insieme al sacco, di abiti femminili. Le forze dell’ordine e la Procura credono che la giovane pakistana sia stata uccisa dai suoi stessi familiari. Proprio cinque giorni fa sono state chiude le indagini preliminare del caso di Saman Abbas.

Nel registro del procuratore Laura Galli spiccavano cinque persone, accusate di omicidio colposo premeditato, sequestro di persone e soppressione di cadavere (questa l’accusa del tribunale che, dato il mancato ritrovamento del cadavere, non ha potuto procedere con l’ipotesi di occultamento di cadavere).

A rispondere alle accuse sono lo zio Danish Hasnain, i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. I tre sono stati arrestati e si trovano nel carcere di Reggio Emilia. Sono ancora latitanti invece i genitori della giovane, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen; si presume che la coppia sia rimpatriata in Pakistan.

Le indagini sono state chiuse pochi giorni dopo l’ultimo interrogatorio di Nomanhulaq Nomanhulaq, uno dei cugini e l’ultimo ad essere stato arrestato dopo una lunga fuga di quasi 10 mesi in Spagna. Finalmente il 35 enne è stato estradato e preso in carico dalle forze dell’ordine italiane, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere, negando ogni coinvolgimento nell’omicidio.

Si presume il ‘delitto d’onore’, Saman voleva scappare insieme al fidanzato

Gli avvocati difensori Domenico Noris Bucchi, Luigi Scarcella, Simone Servillo e Maria Grazia Petrelli avranno 20 giorni di tempo per chiedere di visionare gli atti e depositare le memorie difensive prima che il pm chieda il rinvio a giudizio. La prossima udienza preliminare dovrebbe essere calendarizzata per metà Maggio prossimo.

Non è ancora stata fatta totale chiarezza sul caso, ma stando alla testimonianza del fratello minore della vittima, a perpetrare fisicamente l’omicidio sarebbe stato lo zio Danish Hasnain e il movente sarebbe quello del ‘delitto d’onore‘, un’arcaica usanza ancora oggi praticata nelle zone rurali del Pakistan.

A quanto sembra, Saman avrebbe rifiutato il matrimonio forzato, organizzato dalla famiglia con un cugino in patria. Saman avrebbe voluto fuggire con l’attuale fidanzato, anch’esso pakistano ma non visto di buon’occhio dalla famiglia. La giovane era stata trasferita in una comunità protetta ed era tornata a casa soltanto per recuperare i documenti prima di fuggire con il fidanzato. Purtroppo il sogno d’amore di Saman non è riuscito a realizzarsi, si spera che nei prossimi mesi sia fatta giustizia per la povera giovane.

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