Laura Ziliani, caso chiuso: il triste epilogo del terribile caso – ecco perché è stata uccisa dalle figlie

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Ad un anno dall’accaduto, affiorano nuovi dettagli sull’omicidio di Laura Ziliani la ex vigilantessa uccisa dalle figlie.

Circa un anno fa l’ex vigilantessa 55enne Laura Ziliani ha perso la vita poco dopo essere rientrata a casa. Era tornata a Temù, in provincia di Brescia, per trascorrere la festa della mamma insieme alle tre figlie, ignara che due di loro tramassero alle sue spalle per ucciderla.

Adesso Silvia Zani, la figlia maggiore, insieme alla minore Paola si trovano in carcere con l’accusa di omicidio, insieme a Mirto Milani, fidanzato di Silvia ma anche amante di Paola. Oggi la Procura di Brescia ha definitivamente chiuso l’indagini, dato che non ci sono dubbi sui colpevoli della tragedia.

Il gip Alessandra Sabatucci si è riferita ai colpevoli come il ‘trio criminale’; adesso il sostituto procuratore Cati Bressanelli contesta l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e l’occultamento del cadavere. La contestazione non ha trovato fondamento, non restano dubbi sulle modalità dell’omicidio.

A confermare è la relazione del medico legale Andrea Verzelletti, consulente del pm, che ha effettuato l’autopsia. Gli esami tossicologici hanno riscontrato tracce elevate di ansiolitici, “insufficienti a cagionare il decesso diretto” ma sufficienti a sedare la vittima, che è stata stordita con una massiccia dose di benzodiazepine.

A causa dei farmaci la vigilantessa non è riuscita a difendersi dall’aggressione, che secondo la relazione del medico legale è avvenuta “in modo non violento”. Dara l’assenza di fratture o lesioni si presume che Laura Ziliani sia stata soffocata con un cuscino. Dopodiché il trio ha proceduto con l’occultarne il cadavere, seppellendolo lungo l’argine del fiume Oglio.

Il cadavere è stato riportato alla luce la mattina dell’8 Agosto, tre mesi dopo la denuncia di scomparsa, fatta dalle figlie colpevoli ai Carabinieri. I tre avevano ben pianificato il colpo: Laura era appassionata di escursioni in montagna e quel giorno aveva disdetto una gita con gli amici per festeggiare in casa con le figlie.

Uccisa da due delle tre figlie: “Un piano premeditato” solo per i soldi

Queste avevano preparato una torta a mo’ di alibi, che è poi stata mostrata da Mirto anche alla vicina di casa per costruire le loro menzogne. Le figlie avevano lanciato un appello, chiedendo aiuto: “È uscita per un’escursione, deve esserle capitato qualcosa“. La torta in frigo avrebbe dovuto provare che le figlie la stessero aspettando in casa.

Il 23 Maggio venne ritrovata, nei boschi vicino Temù, una scarpa da trekking della donna, posizionata ad arte dai colpevoli per far credere che la madre avesse avuto un incidente all’aperto; eppure sono stati smascherati da un passante, che ha riferito ai Carabinieri di aver visto in quelle zone, aggirarsi un ragazzo e una ragazza.

Inoltre il corpo della donna è stato ritrovato vestito soltanto con la biancheria intima, un altro campanello d’allarme per le forze dell’ordine. Il gip ha definito il caso “Un piano a lungo premeditato“, per appropriarsi del patrimonio di famiglia.

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