Incidente in moto per il finto broker dei vip | Morto carbonizzato a tre giorni dal processo

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È morto in un incidente stradale Massimo Bochicchio, il broker casertano delle truffe milionarie: è successo stamattina alle 12.

Le dinamiche dell’incidente non sono ancora chiare, si sa che l’incidente mortale è avvenuto alle 12 di questa mattina del 19 Giugno; Bochicchio si trovava a bordo di una moto che ad una certo punto è finita fuori strada ed ha preso fuoco sulla via Salaria a Roma, nei pressi dell’Aeroporto dell’Urbe.

Secondo i primi accertamenti è risultato chiaro che l’uomo avesse perso il controllo del mezzo, schiantandosi conseguentemente contro un muro. “La moto è esplosa“, ha rivelato un testimone, “Dal rumore sembrava una Bmw”. A causa dell’incendio per diverse ore è stato impossibile verificare l’identità della vittima, venuta a galla solo da pochissimo.

Il caso di Massimo Bochicchia ha fatto davvero scandalo; tra soli due giorni si sarebbe dovuta tenere l’udienza del processo voluto dalle denunce di ben 34 persone che, pensandolo un vero broker finanziario, gli avevano affidato i propri soldi con i quali era poi sparito nel nulla.

Al momento del sequestro sono stati ritrovati 70 milioni di euro ma la cifra stimata dai Carabinieri sarebbe molto più alta, dato che probabilmente molte delle sue vittime non hanno denunciato il furto per non finire nel mirino della Guardia di Finanza.

Molti dei truffati sono personaggi molto noti al pubblico, il meglio della ‘Roma bene’ come Marcello Lippi, Stephan El Shaarawi, Patrice Evra e Antonio Conte. Dalle indagini era emerso che il broker lavorava attraverso due società inglesi, di sua proprietà ma senza permesso di operare in campo finanziario. Praticamente ha lavorato abusivamente, proponendo servizi di investimento e gestione collettiva del risparmio.

La truffa ad arte di Massimo Bochicchio

Prometteva delle rendite elevate a zero rischio per attirare gli investitori. Questi soldi però, sono svaniti nel nulla e inizialmente aveva promesso ai suoi clienti di ritornare interamente le somme a lui affidate. Ciò ovviamente non è avvenuto e sono state anche interrotte tutte le comunicazioni con i clienti, che hanno deciso di affidarsi all’Autorità Giudiziaria.

A quel punto Bochicchio ha deciso di darsi alla fuga, per mesi ha vissuto tra Hong Kong e Singapore fino a quando non è stato trovato a Giacarta dagli agenti dell’Interpol durante una maxi operazione, che ha finalmente sancito il suoi arresto ai domiciliari. Si trovava ancora oggi ai domiciliari, era uscito tramite regolare permesso.

Il caso si è rivelato più complesso del previsto; durante l’inchiesta sono anche saltate fuori delle conversazioni tra Marzio Perrelli (vicepresidente di Sky Italia) e Giovanni Malagò (presidente del Coni e amico a quanto pare di Bochicchio). Una delle telefonate intercettate vede protagonista anche Daniele Conte, fratello dell’ex allenatore dell’Inter.

Dopo altre telefonate Giovanni Malagò ammette che Bochicchio aveva investito i soldi di Conte in un fondo inesistente e poi: “Io lo conosco da 40 anni, mi sta molto simpatico ma non mi passa per l’anticamera del cervello (…) non ho investito un euro con lui.

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