Protesta bagnanti: a mare senza pagare | Ma quali cifre si sborsano in Italia per potersi fare un bagno?

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Dinanzi all’innalzamento del prezzo medio dei lidi privati e dalla difficoltà di trovare spiagge libere, insorge la protesta dei bagnanti. Ma quanto costano, effettivamente, i lidi in Italia?

Era il 2021 quando un rapporto di Legambiente segnalava la penuria di tratti di spiaggia del tutto gratuiti e accessibili.

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A distanza di un anno la situazione è a dir poco peggiorata, con concessioni di gestioni costiere che sono arrivate, in Italia, a essere 61.426.

Chi dunque non vuole arrivare a pagare fino a 75 euro in due persone, dovrà seriamente impegnarsi nella ricerca di un posto libero da concessioni.

Ed è proprio su questo che verte l’ultima protesta scoppiata a Napoli, dove i comitati hanno invaso le acque dei lidi privati per protestare contro la progressiva privatizzazione di beni pubblici e il caro spiagge.

A Napoli insorgono bagnanti e comitati: “Vogliamo spiagge libere”

“A Napoli vogliamo spiagge pubbliche libere e attrezzate, il mare deve essere libero e gratuito”: è questo l’urlo dei bagnanti contro il caro lidi in città.

Ma non solo.

Ad aggravare la situazione il numero chiuso messo nelle spiagge pubbliche della città, con l’obiettivo di evitare risse e accoltellamenti.

Una situazione, questa, che ha scatenato l’ira dei comitati che in questi giorni hanno deciso di invadere con decine di canoe via mare, mentre altri gruppi gli attivisti si sono recati presso i lidi privati per parlare con i vari bagnanti rivendicando il diritto a un mare libero.

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“Spiagge libere a Napoli a numero chiuso? – ha scritto Carmine Maturo – Il Comune crei regole che diano priorità a chi non può andare in vacanza, a chi ha famiglia numerosa e non può accedere economicamente a spiagge private, a chi ha reddito più basso“.

I comitati, dunque, sono insorti per richiedere al sindaco della città Gaetano Manfredi di revocare la delibera con la quale si è stabilito il numero chiuso per accedere alle spiagge.

“Il problema del sovraffollamento delle spiagge pubbliche – sostengono – si risolve allargandole, non riducendo ulteriormente il diritto al mare dei propri concittadini”, scrivono i comitati, che richiedono il ritiro delle concessioni fornite ai privati e la bonifica delle spiagge inquinate per risolvere la questione del sovraffollamento.

Quanto costano i lidi privati in Italia?

Il problema del costo dei lidi privati in Italia è, effettivamente, sotto gli occhi di tutti.

Al di là del costo dell’ombrellone è quanto mai proibitivo il sistema per il quale anche non pagando esageratamente un posto con due lettini, viene impedito di portare bevande e cibo da fuori, costringendo i bagnanti a consumare presso i bar dei lidi che hanno costi esorbitanti.

Nella zona di Monopoli in Puglia, ad esempio, un pranzo per due persone con qualcosa da bere può arrivare a superare i 50 euro a persona, escludendo il costo dei lettini con ombrellone che, a testa, difficilmente scende sotto i 25 euro salvo eccezioni sostenibili.

Rispetto al 2021, secondo un’analisi di Consumerismo, un’associazione a tutela dei consumatori, i rincari in spiaggia ammonteranno al +32%.

Per una giornata al mare, in media, una famiglia arriverà a spendere 144 euro contro i 109 dell’anno precedente.

Anche Altroconsumo ha condotto un’indagine a campione sul costo dei lettini in vari stabilimenti italiani, e ha preso come riferimento le città di Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos e Anzio.

Fra queste il podio in termini di costi se lo aggiudica Alassio, dove per un ombrellone nelle prime quattro file si spendono 323.

Segue subito dopo Gallipoli (282), Alghero (194) e Viareggio (184).

Senigallia, Rimini, Lignano e Anzio, invece, oscillano su medie molto più basse che variano dai 129 ai 159 euro.

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