Frana sulla Marmolada: “Il bilancio è pesante” | L’ennesimo danno del caldo record

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Incidente sulla Marmolada, nelle Dolomiti: si è staccato l’ennesimo saracco e il bilancio non è dei migliori. Quattro morti e sette i feriti.

Il grave incidente è successo soltanto qualche ora fa, quando un importante saracco si è distaccato dal ghiacciaio della Marmolada, al confine tra Trentino Alto Adige e Veneto, coinvolgendo 11 persone.

Il distacco del saracco è avvenuto nei pressi di Punta Rocca ed ha investito il tratto tre Pian dei Fiacconi e Punta Penia, lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta.

Le squadre del Soccorso Alpino insieme alle unità cinofile sono riusciti ad estrarre dalla massa di ghiaccio e pietre quattro corpi senza vita, che al momento non sono ancora stati portati a valle. Altri sette sono i feriti recuperati, che sono stati trasportati e ricoverati negli ospedali più vicini di Trento, Bolzano, Belluno e Treviso. Uno sarebbe in condizioni critiche.

Sul profilo social del Suem hanno pubblicato una cifra indicativa, dato che le ricerche sono ancora in corso e non è ancora chiaro se o quante altre vittime potrebbero essere ritrovate nelle prossime ore. Al lavoro sono intervenute squadre ed elicotteri di soccorso sia dal Veneto che dal Trentino. Si sta considerando anche l’intervento con dei droni per cercare eventuali dispersi.

Purtroppo si temono altre vittime e feriti, perché la valanga provocata dal distacco del saracco ha travolto due cordate di escursionisti. Sul Canazei è stato allestito un punto operativo e il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, si sta recando sul luogo.

La situazione appare nera; una nota rilasciata dalla Provincia di Trento ha già annunciato che “Il bilancio è pesante” e che nelle prossime ore decisive potrebbe aggravarsi. Stando alle informazioni al momento conosciute, dovrebbero essere almeno 15 le persone che in quel momento si trovavano sul luogo.

Le operazioni di soccorso si stanno rivelando più complicate del previsto, colpa anche delle elevate temperature. Giusto ieri sulla Marmolada è stata raggiunta la temperatura record di 10 gradi in vetta. Una situazione altamente pericolosa, dato l’elevato rischio di ulteriori crolli.

Veneto e Trentino collaborano nelle operazioni di ricerca, le prospettive non sono delle migliori

Per cercare di rendere più sicure le ricerche uno dei 5 elicotteri al lavoro è stato equipaggiato con una campana Recco, un’apparecchiatura che permette di ricercare chiunque sia in difficoltà in zone aperte. All’opera anche l’assessore alla Protezione Civile del Veneto Gianpaolo Bottacin, che ha dichiarato:

Siamo in contatto con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, per tenerlo informato, e con il Capo della Delegazione del Soccorso Alpino Alex Barattin. Per la parte veneta sono già operativi i due elicotteri del Suem 118 della Ulss di Belluno”.

“Operativo anche uno degli elicotteri della Protezione Civile della Regione del Veneto per trasportare squadre dei soccorritori alpini con unità cinofile sul posto. Tutte le squadre del soccorso alpino della zona sono state attivate. Già recuperati i primi feriti“.

Sulla questione è intervenuto anche il glaciologo del Cnr Renato Collucci, intervistato da Ansa: “I ghiacciai delle Alpi hanno perso il 50% della loro copertura. Di questo 50%, il 70%, è sparito negli ultimi 30 anni”.

“I ghiacciai alpini si stanno ritirando a una velocità senza precedenti in migliaia di anni. Di questo passo sono destinati a sparire nel giro di 20-30 anni. Le temperature medie degli ultimi 15 anni non ne permettono la sopravvivenza sotto questa quota”.

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