Oltre il danno, la beffa: l’assassino di Niccolò Ciatti è fuggito | La furia del padre: “L’avevamo detto”

Alla fine si è verificato proprio ciò che temeva di più il padre di Niccolò Ciatti, il giovane di Scandicci (Firenze) pestato a morte senza alcun motivo in una discoteca di Lloret de Mar. 

Rassoul Bissoultanov, condannato per omicidio volontario a 15 anni di reclusione per l’omicidio del 21enne, non si è infatti presentato all’udienza di questa mattina davanti al Tribunale spagnolo di Girona.

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Stamane, infatti, era fissata l’udienza per la carcerazione del ceceno, già in prigione per 4 anni, necessaria per rideterminare il calcolo della sua reclusione.

Ma come accennato, Rassoul Bissoultanov non si è presentato in Tribunale e ha fatto perdere le sue tracce. Preso atto dell’irreperibilità del 29enne, il giudice ha emesso nei suoi confronti un mandato di cattura internazionale.

Bissoultanov si trova in regime di libertà vigilata a Girona, località in cui lavora. Per il brutale assassinio di Niccolò Ciatti il 29enne ceceno è sotto processo anche in un Tribunale di Roma.

“Sapeva di andare in galera, ora è un latitante”

“Confido che la circostanza che l’assassino sia scappato non vanifichi tutti gli sforzi della difesa, la pazienza e la fiducia nella giustizia di una famiglia che piange un figlio morto”: sono le parole dell’avvocato della famiglia Ciatti, Agnese Usai.

“Rassoul Bissoultanov stamani non si è presentato all’udienza per la carcerazione al tribunale di Girona perché gli era chiaro che sarebbe andato in carcere – ha aggiunto il legale – Il suo difensore non sapeva dire nulla al giudice, non sapeva dove fosse il suo assistito, non ha esibito né certificati medici né altre giustificazioni. Ora in pratica è un latitante”.

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L’avvocato chiarisce che il pubblico ministero spagnolo Victor Pillado avrebbe chiesto il carcere per 7 anni e mezzo e il giudice avrebbe certamente accordato la misura della carcerazione: “Guarda caso non si è presentato”, spiega l’avvocato, che rivela come il 29enne ceceno abbia già provato a fuggire nell’agosto 2021.

“Disse di andare a rinnovare un permesso a Strasburgo – racconta Agnese Usai – poi invece la polizia tedesca lo fermò al confine, a Kehl, dove voleva entrare in Germania e così venne estradato in Italia”.

Le indagini sull’omicidio avvenuto in Spagna chiarirono che tra la notte dell’11 e 12 agosto 2017, sulla pista da ballo della discoteca ‘St Trop’, Bissoultanov si accanì senza alcun motivo assieme ad altri due connazionali su Niccolò Ciatti, che si trovava in vacanza con alcuni amici nella nota località della Costa Brava.

La rabbia del padre di Niccolò: “L’abbiamo detto in mille modi”

Fu proprio il 29enne ceceno a colpire violentemente alla testa con un calcio il povero Ciatti, che non riuscì più a rialzarsi. I soccorsi furono vani: il 21enne di Scandicci morì qualche ora dopo in ospedale.

“Dire che sono indignato è poco, dire che sono arrabbiato è altrettanto poco e forse arrabbiato non è nemmeno il verbo che vorrei usare – ha detto all’Adnkronos il papà di Niccolò Ciatti – I nostri timori, le nostre paure si sono avverate. Lo abbiamo detto in mille modi: attenti quello scappa”.

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