Il base jumping fa un’altra vittima, recuperato il corpo | Si era lanciato dal Monte Bianco

Era stato il compagno a lanciare l’allarme, dando così inizio alle ricerche disperate, ma purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare. 

Si era lanciato in tuta alare il base jumper precipitato questa mattina sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco. Il suo corpo senza vita è stato individuato sul ghiacciaio del Freney, a circa 2.600 metri di quota, e successivamente recuperato dai soccorritori.

monte bianco tuta alare

Il recupero del cadavere è stato effettuato dal Soccorso alpino valdostano in elicottero insieme al Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves, che dovrà procedere agli accertamenti sull’accaduto. Stando a quanto riportato anche dall’agenzia ANSA, la vittima dovrebbe essere di nazionalità straniera. La salma verrà trasferita alla camera mortuaria di Courmayeur.

Come accennato, il base jumper precipitato sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco era in compagnia di un amico: entrambi parlavano in lingua spagnola.

La pratica era già stata vietata sull’altro versante

Alle 7 di stamattina hanno raggiunto il rifugio Monzino, in Val Veny, a quota 2.561 metri. Stando a quanto riferito dai gestori del rifugio, pare che i due giovani volessero scalare l’Aiguille Croux, che ha la vetta a 3.251 metri, con l’obiettivo poi di lanciarsi nel vuoto con la tuta alare e aprire il paracadute prima di atterrare.

Al momento, sempre stando a quanto riferito dall’ANSA, non è ancora chiaro se i due siano effettivamente riusciti ad arrivare sulla cima dell’Aiguille Croux o se abbiano poi deciso di lanciarsi da un’altra zona.

tuta alare

 

In attesa dei chiarimenti sull’accaduto non si può che registrare l’ennesima vittima di una pratica che era già stata vietata sull’altro versante del Monte Bianco, a Chamonix (Francia).

Nel 2016, infatti, uno scalatore russo si era schiantato contro un’abitazione disabitata: l’ennesimo incidente mortale aveva spinto a porre il divieto di praticare questa disciplina così estrema.

Troppi giovani morti con il bungee jumping

Ma quante persone ogni anno muoiono facendo base jumping? I dati, disponibili fino al 2016, riferiscono che in 35 anni le persone decedute mentre praticavano questa disciplina estrema sono 311, di cui oltre la metà ha perso la vita dopo il 2009.

Proprio il 2016 è stato l’anno peggiore, con 37 giovani morti in una sola estate, di cui 15 nel mese di agosto. La maggior parte di queste morti si è verificata mentre le vittime cercavano di filmare la loro impresa con il telefono o con una mini telecamera.

All’inizio di giugno si è verificata una doppia tragedia, con un britannico di 33 anni che si è schiantato sulle rocce del Monte Brento, in Trentino, mentre un altro base jumper straniero è stato ritrovato senza vita dopo essersi lanciato dal Monte Cimone.

Poche settimane fa ha invece perso la vita Jonathan Ciardo, 33 anni, salentino. Il giovane si è lanciato dal Monte Casale, poco a nord della cittadina di Dro, ed è poi precipitato nel vuoto da un’altezza di circa 700 metri.

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