Alessia Pifferi, soldi e regali per la mamma che ha lasciato morire la figlia | Chi li sta mandando?

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Per lei sono scattate le manette lo scorso 21 luglio dopo essere stata ritenuta responsabile della morte di sua figlia, la piccola Diana, che aveva soltanto un anno e mezzo. 

La vicenda della 37enne Alessia Pifferi – originaria di Crotone, ma residente a Milano in zona Ponte Lambro – ha suscitato grande sconcerto e indignazione sul web. La donna aveva dato alla luce Diana il 29 gennaio 2021, spiegando di non sapere chi fosse il padre della piccola e di aver scoperto la gravidanza solo quando ormai era molto avanzata. Il 14 luglio scorso, dopo aver cambiato il pannolino a Diana e aver lasciato il biberon pieno vicino alla culla, Alessia Pifferi ha abbandonato sua figlia, lasciandola morire di stenti in un lettino da campeggio.

alessia pifferi

Al suo ritorno in casa, dopo sei giorni, la 37enne ha trovato la sua bimba morta e ha allertato i soccorsi. Tuttavia sono subito emerse delle incongruenze e le prime indagini hanno già permesso di scoprire le responsabilità della madre di Diana: per lei è scattata l’arresto con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Eppure, nonostante il terribile gesto, sembra che Alessia Pifferi stia ricevendo regali e soldi. E’ quanto riporta il quotidiano La Repubblica, che spiega come allo studio del suo legale, Solange Marchignoli, arrivino con grande frequenza prodotti di ogni tipo.

“Voglio dare una mano, qualcosa che può aiutarla”

L’avvocato riceve profumi, balsami e creme per il corpo destinate ad Alessia Pifferi, ma anche libri e vestiti, fino ad arrivare a somme di denaro (qualche centinaia di euro).

Ma come mai questa generosità nei confronti della 37enne? Come si legge in uno dei messaggi arrivati allo studio di Solange Marchignoli, sembra che i cittadini vogliano esprimere in questo modo la loro solidarietà e vicinanza nei confronti di Alessia Pifferi.

alessia pifferi

“Voglio dare una mano anch’io – si legge nel biglietto – Non inviando soldi (non mi sembra il caso) ma magari qualcosa che può aiutarla nel quotidiano: una piccola coccola a questa donna confusa e spaurita”.

Ma cosa farà ora l’avvocato difensore di Alessia Pifferi? Come spiegato a Repubblica, il legale porterà i regali alla sua assistita in carcere.

Richiesta la perizia psichiatrica: il gip dice no

“Per quanto mi riguarda, non c’è una causa più urgente né più giusta del proteggere Alessia da questa medioevale caccia alle streghe. Ha bisogno di aiuto, questo è indubbio. E non mi troverà sorda al suo appello, mai”, fa sapere Solange Marchignoli.

I legali della donna stanno portando avanti una battaglia per fare piena luce sulle condizioni della 37enne: non a caso è stato chiesto l’ingresso nel carcere dove è detenuta del professore di biochimica Pietro Pietrini per compiere una perizia psichiatrica. Finora il gip ha rigettato questa richiesta in quanto non sarebbero emersi elementi riconducibili a patologie psichiatriche della donna.

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