Equilibrio tra lavoro e vita privata, il risultato dell’indagine è sorprendente | Ecco in che posizione è l’Italia

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Sono sorprendenti i risultati di un’indagine relativa ai paesi dell’area OCSE in merito all’equilibrio tra tempo dedicato al lavoro e alla vita privata. La posizione dell’Italia è inaspettata

La sfida più complessa per ogni lavoratore, in particolare per coloro che hanno una famiglia, è certamente quella di trovare il migliore equilibrio tra il tempo dedicato al lavoro e quello per la vita privata. Non è facile conciliare con successo lavoro, impegni familiari e vita personale ma è importante per il benessere di tutti i membri del nucleo familiare. I governi nazionali o regionali possono dare il loro contributo, con adeguate norme, per contribuire ad affrontare il problema incoraggiando pratiche lavorative flessibili o forme di supporto che vadano a migliorare tale equilbrio, in particolare per i genitori con figli piccoli.

Indicatore 9.4
L’indagine nell’area Ocse, risultato sorprendente per l’Italia (Fonte Pixabay)

L’aspetto principale di tale equilibrio è, dunque, la quantità di tempo trascorso sul posto di lavoro: è comprovato infatti che orari di lavoro estremamente lunghi possono, con il tempo, danneggiare la salute del lavoratore, aumentarne lo stress e compromettere la sua sicurezza sul luogo di lavoro. Più le persone lavorano meno hanno tempo da dedicare ad altre attività come la cura personale, gli hobby o lo svago. La quantità e la qualità del tempo libero sono importanti per il benessere generale e possono procurare ulteriori benefici per la salute fisica e mentale.

L’indagine nell’area Ocse, risultato sorprendente per l’Italia

Nell’area dell’OCSE, il 10% dei lavoratori ha un orario di lavoro retribuito pari o superiore a 50 ore a settimana. E secondo l’ultimo studio Better Life Index dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il Paese peggiore da questo punto di vista è il Messico con un’elevata percentuale (27%) di persone che lavorano molte ore, seguito da Tuchia e Colombia con il 25 e il 24% delle persone. Facendo un confronto con dieci anni fa questi Paesi hanno comunque registrato un calo del numero di coloro che hanno un orario di lavoro retribuito lungo.

Un lavoratore a tempo pieno nell’area OCSE dedica, in media, il 63% della propria giornata, o 15 ore, alla cura personale (mangiare, dormire, ed altro) e al tempo libero (socializzare con amici e familiari, hobby, giochi, utilizzo di computer e televisione). Nel caso delle donne, un numero minore di ore di lavoro retribuito (la proporzione uomini-donne è del 14% rispetto al 6%) non significa necessariamente che abbiano più tempo libero a disposizione, poiché il tempo dedicato allo svago è quasi uguale per gli uomini e le donne nei 22 Paesi dell’OCSE esaminati.

Equilibrio lavoro e vita privata, la classifica

Tornando alla ‘classifica’ viene dunque da chiedersi in quale posizione figuri l’Italia: ebbene nientemeno che al primo posto con un indice relativo all’equilibrio lavoro-vita di 9.4. Davanti a Danimarca, Norvegia, Spagna, Olanda, Francia, Svezia e Germania i cui valore vanno da 8.6 a 8.0. Un bel distacco dunque, che potrebbe lasciare molti italiani increduli: ebbene stando a quanto indicato il Belpaese consegue buoni risultati in vari aspetti del benessere rispetto agli altri paesi esaminati collocandosi al di sopra della media in termini di salute, equilibrio tra lavoro e vita privata ed impegno civile. Occorre sottolineare che è però al di sotto della media in termini di reddito, occupazione, istruzione, qualità ambientale, relazioni sociali e grado di soddisgazione della vita.

buon rapporto lavoro e vita privata
Valore molto elevato se confrontato con quello degli altri paesi

Perchè l’Italia è al primo posto

Per fare un esempio, il Ministero italiano dell’Economia e delle Finanze offre un servizio gratuito di assistenza e intrattenimento rivolto ai figli dei dipendenti in età compresa tra 4 e 12 anni. Il servizio è situato presso la sede del Ministero a Roma e presso strutture sportive nelle vicinanze durante l’estate ed è operativo durante i giorni feriali quando le scuole sono chiuse. Al mattino, prima del lavoro, i dipendenti possono lasciare i bambini presso la struttura e passarli a prendere all’ora di pranzo; se i loro orari di lavoro comprendono il pomeriggio, i dipendenti possono lasciare i bambini presso le strutture anche dopo pranzo e passarli a prendere la sera. Le attività sono gestite da personale qualificato nell’assistenza all’infanzia.

Questo progetto migliora l’equilibrio tra lavoro e vita privata, con una percentuale pari al 76% degli utenti che valuta l’esperienza di questo servizio per i propri figli come “eccellente” e il 21% che la considera “buona”. Il tasso di presenza al lavoro, da parte dei dipendenti che usufruiscono del servizio, è altresì, in media, più elevato rispetto a quello degli altri dipendenti con bambini della stessa età. L’indice classifica i paesi in base a quanto bene i cittadini sono in grado di destreggiarsi tra lavoro e vita personale e da questo si deduce che gli italiani tendano, mediamente parlando, a lavorare il giusto non sforando la media di 38-40 ore settimanali e dedicano più tempo, rispetto agli altri paesi in esame, alle attività ricreative, oltre a dormire e rilassarsi .

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