La grande moda italiana perde un altro pezzo: perché ricorderemo Renato Balestra

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A 98 anni se ne va un’altra icona della moda e del made in Italy: si è spento a Roma Renato Balestra, stilista con una lunga carriera costellata di successi alle spalle.

La grande moda italiana perde un altro pezzo.

Se ne va a 98 anni (era nato il 3 maggio del 1924) Renato Balestra, veterano della moda italiana.

Renato Balestra in una sua apparizione in tv

Nato a Trieste da una famiglia di ingegneri e architetti, sin da giovane si era dedicato alla pittura, alla musica e alla scenografia, per virare sul mondo della moda quando fu notato dal Centro Italiano della Moda: si tratta di un punto di svolta per il giovane Balestra che abbandona l’università (si era iscritto ad ingegneria) per collaborare con Jole Veneziani, tra le fondatrici dell’alta moda italiana.

Come sottolineato, Renato Balestra ha avuto una grande passione per le arti, con un occhio di riguardo per cinema e teatro.

E se per il cinema ha lavorato negli anni degli esordi, disegnando a cavallo tra i ’50 e i ’60 i costumi di scena di icone come Ava Gardner (ne La contessa scalza), per Gina Lollobrigida (ne La donna più bella del mondo) e per Sophia Loren (ne La fortuna di essere donna).

Per il teatro ha lavorato in tempi in una fase in cui Renato Balestra era già un noto stilista, disegnando i costumi di scena per diverse importanti produzioni – la prima citata da Wikipdia è il Così è (se vi pare) diretto da Zeffirelli nel 1985 – ma anche la scenografia, come nel caso de Il lago dei cigni di Tchaikovsky andato in scena presso il Teatro dell’Opera di Belgrado nel 2019.

Dovessimo scrivere di tutti i suoi successi e di tutte le sue collaborazioni, dovremmo scrivere un libro, ma non è questa la sede.

Ci limiteremo quindi a ricordare le sue collaborazioni con alcuni grandi brand: da ricordare le uniformi disegnate per il personale di Philippine Airlines, per Alitalia e per i manager di Agip Petroli a cavallo degli anni ’80.

Renato Balestra nella cultura nazional-popolare

Ma parte della sua fortuna Renato Balestra la deve alla televisione.

Il piccolo schermo lo ha infatti elevato a figura iconica nella cultura nazional-popolare.

Se la sua prima esperienza è stata la conduzione di Rosa & Chic su Rai 2 nel 1988 (di cui proponiamo di seguito un raro spezzone – purtroppo senza Balestra), è forse grazie a Chiambretti ad inizio degli anni zero (quando fu parte del cast di Chiambretti c’è, ultimo programma in Rai del conduttore aostano) che ha raggiunto il grande pubblico.

In seguito per lui una breve e sfortunata collaborazione con Domenica In (come riportato da Cinquantamila.it, Balestra raccontava: “Mi hanno chiesto di presentarmi tutto fasciato come una mummia, portato in studio dai carabinieri, poi mi avrebbero tolto le garze e sotto i reperti archeologici sarei spuntato io”) e altre apparizioni qua e là in televisione, ma anche al cinema.

Per lui, nel 2011, un cameo nei panni di se stesso nel cinepanettone Vacanze di Natale a Cortina di Neri Parenti.

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