Muore a 95 anni e lascia 3 milioni d’eredità | L’ultimo gesto è commovente

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Gesto incredibile quello di un’anziana signora. Dopo la sua morte, infatti, la sua incredibile eredità ha avuto una destinazione speciale

In Italia, la legge vuole che se si hanno degli eredi diretti, come un coniuge e un figlio, allo sposo o alla sposa vada il 50% dell’eredità e l’altra parte al figlio. Se i figli invece sono due, al coniuge spetta un terzo dell’eredità e i restanti due terzi vengono divisi tra i figli.

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Muore e dona tutta la sua eredità (periodicoitaliano.it)

Chi ha marito, moglie o figli, quindi, non può disporre liberamente della propria eredità. Al contrario, invece, chi non si è sposato e non ha dato vita a nessuno può decidere in maniera totalmente libera cosa fare del proprio denaro e, attraverso un testamento depositato presso un notaio, lasciare precise indicazioni su cosa fare dopo la propria dipartita.

Un’anziana signora, non sposata e senza figli, ha quindi deciso a chi destinare la propria eredità. La somma è incredibile: ecco cosa ha scelto.

Eredità milionaria data all’Asl

La protagonista di questa commovente storia è la novantacinquenne Vita Carrapa, morta nubile. Nel corso della sua lunga vita, la signora Carrapa ha accumulato un’eredità di ben 3 milioni di euro e, non avendo eredi diretti, ha dovuto decidere cosa farne dopo la sua dipartita. In caso contrario, sarebbe stata divisa equamente tra i suoi eredi, anche se lontani in linea di discendenza. Vita, però, non ha voluto questo: prima di morire, infatti, ha preso una storica decisione.

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La signora Vita ha lasciato l’eredità all’asl (periodicoitaliano.it)

Vita Carrapa, infatti, ha redatto un dettagliato testamento in merito alla gestione della sua eredità: la sua volontà è che i suoi soldi venissero usati dall’Asl della zona per costruire un centro assistenziale entro cinque anni, pena la decadenza dell’eredità. Il sindaco di Maglie Ernesto Toma, a distanza di tre anni dalla morte della signora, ha annunciato la chiusura di lunghissima vicenda.

Dieci anni prima della sua morte, avvenuta nel 2019, Vita aveva nominato l’azienda sanitaria di Lecce come sua erede universale: senza figli, aveva ereditato anche ciò che le avevano lasciato fratello e sorella, anche loro a loro volta senza figli. Nel 2009, quindi, era rimasta l’unica erede: per questo, scelse di dedicare tutto il proprio denaro alla comunità che l’ha vista nascere, crescere e poi morire.

Nel proprio testamento, Vita ha indicato con precisione i dettagli di ciò che avrebbe voluto che venisse costruito, con la propria eredità. La struttura, infatti, avrebbe dovuto chiamarsi “Carrapa Paolo e sorelle“, per ricordare la generosità della famiglia che ha lasciato quel patrimonio. Il Sindaco del Paese, su Facebook, scrive: “Ringrazio Vita Carrapa e i suoi famigliari per la generosità e lungimiranza dimostrata con il lascito fatto alla Asl Lecce“.

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