“Affaire Silvia Romano” a Le Iene: qualcuno ha rallentato la liberazione per interessi economici?

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Nel loro servizio andato in onda ieri sera Le Iene sollevano forti dubbi sul presunto affaire Silvia Romano: il suo rilascio sarebbe stato ritardato per interessi economici?

Continua “l’indagine” da parte delle Iene sulla vicenda del rapimento di Silvia Romano, la volontaria milanese che è stata tenuta in ostaggio per 535 giorni fra il Kenya e la Somalia, dove è stata poi liberata dopo il pagamento del riscatto. Il reportage, presentato da Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli, è stato condotto attraverso l’ausilio del direttore di AfricaExpress, Massimo Alberizzi, giornalista e storico corrispondente per il Corriere della sera, che avendo avuto una lunga esperienza in Africa ha deciso di approfondire la vicenda della Romano.

Affaire Romano: “Silvia poteva essere liberata molto prima?” 

Dopo il primo servizio “Silvia Romano rapita per caso oppure no?” di cui abbiamo parlato anche noi in questo articolo, l’interesse delle Iene si sarebbe concentrato, invece, su alcuni interessi economici a causa dei quali la sua liberazione sarebbe rallentata. Tramite il contatto con un testimone e un presunto “funzionario” che sarebbe stato autorizzato, non si sa da chi non si come, a trattare per il rapimento di Silvia, ricostruiscono a modo loro i lunghi mesi delle trattative per la liberazione della volontaria: ad un certo punto, come riportato da Viviani e Spagnoli, sarebbe accaduta una cosa strana: ad un passo dalla liberazione di Silvia, la taglia per i tre ricercati viene aumentata da 1 a 3 milioni di scellini per ciascuno, una richiesta che secondo il funzionario con cui hanno preso contatto Le Iene sarebbe giunta direttamente dall’Italia.

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In sostanza, sintetizzando quanto riportato nel servizio, qualcuno si sarebbe approfittato del movimento di soldi in ballo per intascarsi una parte rallentando il rilascio della Romano, racchiusa nella dichiarazione: “si è messa in mezzo tanta di quella gente sia del Kenya che dell’Italia che non te ne rendi conto forse. Ci sta una fila di sciacalli da ambo le parti…”. 

 

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