Coronavirus, nuovi dubbi sulle “origini”: Wuhan è realmente la città da cui è partito tutto?

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Coronavirus, nuovi dubbi sulle “origini”: Wuhan è realmente la città da cui è partito tutto?

La parola coronavirus, è ormai  diventata una costante nella vita di tutti noi. A distanza di quasi un anno, sono ancora diversi, i dubbi che hanno portato numerosi scienziati e non, a chiedersi quando esattamente sia cominciato tutto e quale luogo abbia dato lo start a questa terribile pandemia, che sembra non volersi arrestare.

Uno studio condotto da parte dell’università statale di Milano, ipotizza come già a novembre, un bambino di quattro anni potesse aver contratto il virus. Su quanto emerso non è tardata ad arrivare l’accusa da parte dei media cinesi, sul fatto che il coronavirus potesse essere arrivato in Italia ancora prima che a Wuhan. E’ importante precisare che malgrado tutto, Pechino così come il governo cinese, non hanno mai accusato o ritenuto l’Italia, Il paese che ha dato il via al focolaio di coronavirus.

A sollevare il dubbio che il virus possa essere arrivato potenzialmente per primo altrove, rispetto alla città di Wuhan, alcuni esperti che a detta di quanto emerge nel quotidiano del Global Times, avrebbero proprio posto l’attenzione sul caso del bambino appena citato e su come i primi sintomi sembrerebbero essere stati riscontrati già nel dicembre 2019. Il Global Times, precisa che il caso del bambino di quattro anni, non indica tuttavia l’Italia come paese di origine dal quale il virus possa essere esploso.

Il sito del giornale, cita l’esperto del primo ospedale dell’università di Pechino, Wang Guangfa, secondo cui ci sarebbero delle prove, che evidenzierebbero la circolazione del virus in Italia, facendo pensare come il nostro paese, possa quindi essere stato colpito dal virus fin dall’inizio, così come Wuhan.

Nonostante gli sforzi, non trovando una fonte interna capace di stabilire l’origine esatta della partenza del virus, Wang sostiene come alcuni tra esperti cinesi, abbiano insinuato il dubbio che questi potesse essere partito da altri luoghi, anche se non ci sono tuttavia conferme o prove che possano stabilire il paese dal quale tutto è partito.

La posizione della Cina e dei più accesi nazionalisti cinesi in merito a quanto emerso

Tutto ciò ha inevitabilmente  generato molta confusione portando ad una scissione di pensiero tra coloro i quali, sostengono che la Cina vuole solo scaricare le colpe della pandemia sull’Italia e chi sostiene, che il proprio paese sia stato ingiustamente accusato, senza avere delle prove certe e schiaccianti.

Come già detto, il governo cinese non ha mai accusato l’Italia, in quanto paese dal quale il focolaio possa essersi sviluppato, piuttosto questa sembra essere la posizione dei più accesi nazionalisti cinesi che non vedono l’ora di avere tra le mani, prove o studi che possano ripulire l’immagine della loro nazione, visto che non vi sono certezze che il focolaio scoppiato presso il mercato ittico di Huanan, nel cuore della megalopoli cinese, sia stato effettivamente il luogo dal quale tutto è cominciato.

Ad animare ancora di più questa voglia, la diatriba tra Cina e Stati Uniti, in cui ricordiamo che l’ormai ex presidente Donald Trump, non ha risparmiato accuse e parole pesanti nei confronti della Cina, accusandola di aver nascosto le prove sulla diffusione del Covid.

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