Terrorista di Al Qaeda torna in libertà: “E’ troppo grasso, in carcere il Covid-19 lo ucciderebbe”

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terrorista islamico al qaeda

Un ex fedelissimo di Osama bin Laden, condannato per due attentati nel 1998, è ufficialmente tornato in libertà.

La sentenza del giudice federale di Manhattan, emanata questa settimana, ha precisato che il terrorista era “troppo obeso” e avrebbe rischiato la morte nel caso avesse contratto il Covid-19 dietro le sbarre.

Adel Abdel Bary, 60 anni, aveva trascorso 21 anni in una prigione del New Jersey per il suo ruolo negli attentati messi a segno da Al Qaeda nel 1998 contro due ambasciate statunitensi in Africa. Attentati che uccisero in tutto 224 persone, di cui 12 di nazionalità USA.

“L’obesità dell’imputato e l’età piuttosto avanzata rendono il COVID-19 significativamente più rischioso per lui che per le altre persone”, si legge nel dispositivo emesso dal giudice distrettuale statunitense Lewis A. Kaplan, che ha concesso la libertà al terrorista.

Bary doveva essere liberato il 28 ottobre, ma i suoi avvocati hanno chiesto di farlo uscire prima, facendo riferimento proprio all’età avanzata e all’obesità del loro cliente, che soffre anche d’asma.

Il terrorista islamico si è riunito con sua moglie Ragaa

Per i suoi legali, mantenerlo in carcere “avrebbe aumentato significativamente il rischio di infezione, che potrebbe provocare esiti disastrosi per la sua salute”.

Il terrorista, che pesa oltre 100 chili, è stato liberato dalla prigione il 9 ottobre e trasferito in un centro di immigrazione. Mercoledì 9 dicembre è stato poi consegnato ai funzionari del Regno Unito.

Bary – il cui figlio, il rapper britannico Abdel-Majed Abdel Bary, è un militante islamista – ha quindi potuto riabbracciare sua moglie, Ragaa, che vive in un appartamento di oltre 1 milione di dollari a Londra: lo riportano il quotidiano britannico Sun e il New York Post.

Il terrorista può tornare nel Regno Unito perché gli è stato concesso asilo nel 1997, prima di essere arrestato nel 1999 ed estradato negli Stati Uniti per essere processato nel 2012. I funzionari non potevano rimandarlo in Egitto, sua terra natia, perché “potrebbe essere a rischio di morte o tortura”, fa sapere sempre il Sun.

 

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