In Argentina l’aborto è legale: il Senato approva la legge

Anche in Senato passa ufficialmente il disegno di legge sulla legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza

Svolta storica in Argentina, dove il Senato ha ufficialmente approvato il disegno di legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. Dopo il sì dalla Camera, arrivato il 13 dicembre dopo ben 18 ore di discussione, il passo decisivo per la ratifica della legge era l’approvazione del Senato, passaggio più temuto dai sostenitori della proposta in quanto fu proprio lì che nel 2018 prevalse il No. 

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L’aborto in Argentina è ufficialmente legale

A distanza di due anni, quel disegno di legge presentato a metà novembre dal governo del presidente Alberto Fernández e tanto inviso ai conservatori e alla Chiesa diventa realtà con 38 voti favorevoli, 29 contrari e 1 astenuto. La legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza (in spagnolo IVE) si pone come esito di 8 proposte di legge – tutte bocciate – e di una lunga battaglia iniziata 15 anni fa, quando nacque la ‘Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito’, movimento di lotta sostenuto dalle attiviste e simboleggiato dai fazzoletti verdi (pañuelos – in spagnolo).

In cosa consiste il progetto di legge

Il progetto passato al vaglio del Senato si distanzia per alcuni aspetti da quello originariamente presentato dalle attiviste e del movimento. Nel testo approvato, infatti, si autorizza l’interruzione volontaria della gravidanza fino alla 14esima settimana e, a differenza di quanto proposto dalle attiviste femministe, riconosce la possibilità dell’obiezione di coscienza da parte dei medici: se, dunque, una clinica privata ha solo specialisti obiettori, la paziente dovrà essere reindirizzata in un’altra clinica o ospedale pubblico. Come si legge sul sito della Campagna pro aborto, l’obiezione è una porta verso il mancato rispetto della legge e un ostacolo all’accesso, come attualmente avviene (…) nei paesi in cui l’aborto è consentito dalle legislazioni, generando ritardi, maltrattamenti, morbilità, mortalità materna e trasferimento del carico di lavoro a chi ne garantisce il diritto lavorando coscienziosamente.

Com’era la situazione in Argentina prima di questa legge

Prima dell’approvazione di questa legge, in Argentina si poteva interrompere volontariamente la gravidanza solo e soltanto nel caso in cui essa fosse l’esito di una violenza sessuale o se mettesse a rischio la salute della donna. Ma nonostante la precedente normativa fosse entrata ufficialmente in vigore a partire dal 2015, in molte zone del Paese essa non veniva rispettata a causa dell’avversione da parte di coloro che avrebbero dovuto applicarla. Per tale ragione, fino ad oggi moltissime donne hanno dovuto ricorrere ad aborti clandestini, rischiando sia la vita che il carcere: secondo un rapporto pubblicato il 9 dicembre 2020 dalla testata giornalistica Pagina/12, dal 2019 ci sono stati nei tribunali argentini almeno 852 casi avviati nei confronti di donne che hanno deciso di abortire. 

 

 

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