Scoperto un patogeno che ha ucciso 59 scimpanzè. Può essere una minaccia per l’uomo?

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scimpanzè patogeno

Si chiama sindrome neurologica e gastroenterica epizootica (ENGS) e dal 2005 ad oggi ha già ucciso 59 dei 60 scimpanzè di Tacugama, in Sierra Leone.

L’ultimo caso riguarda uno scimpanzè di 5 anni, di nome Jackson, che sembra riscontrare qualche lieve miglioramento sebbene la sua sopravvivenza non sia affatto garantita, come sottolinea il veterinario Andrea Pizarro, direttore generale del Santuario degli scimpanzè di Tacugama.

Dopo anni di ricerche per individuare la causa della malattia, scienziati e veterinari hanno finalmente un possibile colpevole: si tratterebbe di una specie di Sarcina, un tipo di batterio che si trova comunemente nell’ambiente e viene occasionalmente associato a malattie gastrointestinali che colpiscono l’uomo. Il batterio in questione è stato denominato Sarcina troglodytae: lo riporta Scientific American.

Come affermano i ricercatori su Nature Communications, la scoperta suggerisce che alcune specie di Sarcina potrebbero in effetti essere altamente virulente, sebbene fino ad ora non siano state ancora riconosciute.

“Potrebbero avere lo stesso aspetto dei Sarcina comuni, ma con proprietà genetiche che consentono loro di essere più patogeni”, afferma Leah Owens, veterinario e dottorando presso l’Università del Wisconsin-Madison e autore principale dello studio. “Ciò può avere ripercussioni sulla salute umana e animale”.

Dopo anni di studio si è capito il motivo dei decessi

Tacugama è l’unico santuario in Sierra Leone per gli scimpanzé occidentali, una sottospecie che in passato popolava l’Africa occidentale e che ora è a forte rischio di estinzione. Situato a otto miglia a sud-est di Freetown, ai margini del Western Area National Park, il santuario svolge anche progetti di educazione ambientale, ecoturismo e conservazione della comunità. Attualmente sono presenti novantanove scimpanzé, molti dei quali salvati da bambini dal commercio illegale di animali selvatici.

Ci sono voluti anni prima che i veterinari si rendessero conto che i decessi avvenivano per lo stesso motivo, ovvero questa sindrome che si manifesta in alcuni casi con sintomi neurologici come mancanza di coordinazione e convulsioni, in altri con disturbi gastrointestinali (e in alcuni casi con entrambe le problematiche). Alcuni animali sembrano riprendersi momentaneamente dall’ENGS, per poi soccombere settimane o mesi dopo.

 

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